Venezuela, vietato sognare

In Venezuela è vietato persino sognare. Nella terra dei narcos, dove un regime tra i più corrotti al mondo è stato appena riconfermato in un’elezione-farsa, spuntano anche i terroristi islamici. Un Paese in caduta libera, con la gente costretta a litigarsi il cibo per cani e gatti spariti da tempo dalle strade. L’utopia, qui, è diventata un incubo.

Nel numero di giugno di ‘O Magazine, Giovanni F. Accolla ci racconta come il Venezuela stia bruciando. Un posto dove una gazzosa costa il dodici per cento di uno stipendio medio e l’inflazione è al tredicimila per cento.

La via di fuga è quella per Miami, ma negli Stati Uniti ora non sono più tanto felici di accogliere tutta questa gente. “Finché i venezuelani ricchi (e ce ne sono molti di più di quanto si possa immaginare) arrivavano stabilendosi nei nuovi e scintillanti quartieri di fronte alla baia (dove un appartamento può costare diversi milioni di dollari) come Brickell o Edgewater, magari iscrivendo i loro rampolli alla prestigiosa Univeristy of Miami (la retta è di circa 60 mila dollari l’anno); il fenomeno aveva dell’ordinario, i venezuelani non solo erano i ben venuti, ma non si notavano neanche, erano semplicemente ricchi tra i tanti ricchi della multiculturale e multietnica città della Florida. Ma ora (e non da oggi), quello che ha preso la dimensione di un autentico esodo, riguarda ogni strato sociale e porta con sé da una parte disperazione, dall’altra problemi per le politiche immigratorie degli Stati Uniti”.

Una testimonianza autentica da un punto di vista privilegiato. Un Paese che brucia, che si sta sgretolando. Dove anche i sogni non sono più concessi.

2018-06-19T11:49:57+00:00

Redazione

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