Un magazine su carta. E un tacchino

«Fin dal primo giorno, il tacchino osservò che gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. Da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse  il sole. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del mattino”. La teoria si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato». Bertrand Russell

A volte capita. E quando meno te lo aspetti spunta qualcosa di insospettabile, di alieno, all’orizzonte. Un oggetto volante non identificato e non identificabile. Così, in questo scorcio di rivoluzione digitale, proprio quando tutti danno per morta e decomposta l’editoria su carta, nasce un nuovo mensile. Su carta. Non si tratta di un esercizio di archeologia applicata, ma di una scommessa.

Un azzardo che troverà una sua dimensione anche nei meandri della discussione virtuale (l’app, il sito, i social), ma che ha soprattutto intenzione di vivere nel mondo fisico. Quello che si annusa, si tocca e si sfoglia. Questo materiale igroscopico costituito da materie prime prevalentemente vegetali (visto? conosciamo perfino Wikipedia) non è però l’unico elemento che rende “O” qualcosa di anomalo nel panorama editoriale italiano di oggi. Attento al passato, immerso nel presente, ma spinto da un’attrazione quasi morbosa per il futuro, il nostro magazine vuole raccontare le storie di un mondo che viene spesso ignorato. Per mille motivi: appartenza politica o ideologica, interesse personale o collettivo, ignavia o semplice ignoranza.

Ma questa è una discussione che, tutto sommato, non ci appassiona più di tanto. Quello che ci appassiona, invece, è la volontà di disegnare una mappa di questo mondo sommerso. Fatto non di fazioni contrapposte, gruppi di potere o folle chiassose, ma di individui. Semplici, normalissimi e straordinari individui. Una mappa utile per esplorare, capire e raccontare questa realtà ai nostri lettori. Questa bizzarra tendenza alla “cartografia” sarà il nostro tratto distintivo.

E come ogni cartografo che si rispetti, dovremo essere pronti ad aspettarci l’inaspettato, a stupirci perché qualcosa rischia di rompere i paradigmi che ci hanno accompagnato fin dalla notte dei tempi, a cambiare idea perfino. In “O” troverete spesso posizioni diverse, anche sullo stesso argomento, stili di scrittura differenti tra loro, approcci opposti e metodologie apparentemente incompatibili. È una scelta. Un rischio che crediamo sia necessario abbracciare per contrastare uno spirito dei tempi che sembra tendere all’uniformità, all’omologazione e alle notti in cui tutte le vacche sono nere e tutti i cigni sono bianchi.

Per noi no. Esistono stupende vacche bianche (o marroni, o pezzate, avete capito insomma) e strabilianti cigni neri pronti a mettere in dubbio le nostre certezze. Perché ha ragione la buonanima di Popper: per verificare una teoria non basta un numero infinito di osservazioni. Mentre per falsificarla ne basta una, soltanto una.

Per informazioni, chiedete pure al tacchino induttivista.

2018-05-07T17:07:09+00:00

Redazione

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone

Editore: Fondazione 262

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone