Un automa ci salverà, ma comandiamo noi

Un automa ci salverà, ma comandiamo noi. È Roberto Cingolani, fisico e direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, a raccontarci sul numero sette di ‘O Magazine di macchine sempre più sofisticate che migliorano sensibilmente la qualità della vita, del lavoro, della salute e dell’invecchiamento. L’ultima frontiera è quella della riabilitazione robotica, tra i principali programmi di ricerca sviluppati nei laboratori IIT. Una strada necessaria, visto che le proiezioni indicano che nel 2060 un terzo degli europei sarà più che sessantacinquenne.

È un bene per gli umani? Roberto Cingolani prova a dare una spiegazione di tutto questo. “Non esiste uno scienziato che possa dare una corretta indicazione su come utilizzare queste tecnologie per il bene della società, non esiste un filosofo o un etico che ci possano dire cosa sia giusto e cosa no, perché non si può prescindere dalla natura tecnologica di queste cose: invece di pochi “guru” c’è bisogno di un tavolo con tanti partecipanti provenienti da culture ed esperienze diverse. In questa corsa alla robotica e all’intelligenza artificiale che apre numerosi interrogativi etici e sociali cosa ci possiamo aspettare dal futuro?

Le proiezioni indicano che nel 2060 un terzo degli europei sarà più che sessantacinquenne, contro l’attuale 18%. Il rapporto fra cittadini lavoratori (fra i 19 e i 65 anni) e i cittadini non attivi e pensionati (oltre i 65 anni) salirà dall’attuale 26% ad oltre il 50. Nel prossimo futuro, in una società che invecchia rapidamente e cresce numericamente, i robot saranno una tecnologia indispensabile, per supportare gli esseri umani come forza lavoro ma anche oggi le esigenze di una popolazione più longeva che raggiunge anche una quarta età, rappresentano una sfida tutta da affrontare”.

Riabilitazione e chirurgia in primo piano, con nuove tecnologie sperimentate proprio dall’Istituto Italiano di Tecnologia.

“…La robotica chirurgica svilupperà strumenti sempre meno invasivi e ad altissima precisione che consentiranno di potenziare le capacità di un chirurgo indipendentemente dalla sua età. Nei laboratori IIT si stanno sperimentando robot chirurgici endoscopici miniaturizzati che sfruttano un bisturi laser con delle tecnologie di beam-shaping innovative. Il chirurgo potrà così immergersi nella visione endoscopica e operare con un tablet e una penna direttamente sull’immagine virtuale in tempo reale. Il robot sarà dotato di intelligenza artificiale per il riconoscimento dei tessuti, per la creazione di zone di sicurezza nel campo operatorio (per esempio riconoscimento di nervi o vasi sanguigni sui quali il fascio laser viene comunque inibito) e consentirà incisioni con una precisione elevatissima. Inoltre, questi sistemi potranno essere utilizzati in remoto sfruttando infrastrutture di rete di ultima generazione (5G o 6G) rendendo possibili le operazioni a distanza…”.

Tutto il resto e gli interrogativi di tipo etico, su ‘O Magazine.

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2018-10-18T13:26:33+00:00

Redazione

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