The Red Side of the Moon

The Red Side of the Moon. Roger Waters e l’eclissi di una notte. Il concerto del grande artista vissuto al Circo Massimo, a Roma, tra suoni psichedelici del passato e nuove lotte politiche: come non citare l’appello in favore dei migranti lanciato dal palcoscenico? Uno show «per paranoici».

Uno spettacolo a cui non puoi dire di no. E quella voce che interroga il cielo sul significato di umanità.

Lo scrive per noi Angela Bubba sul numero sei di ‘O Magazine e inizia così…

«È il 14 luglio 2018, sono quasi le otto di sera, mangio qualcosa velocemente dopodiché esco di casa. Devo andare al Circo Massimo, per l’esattezza al concerto di Roger Waters, che fa tappa a Roma col suo Us + them tour.

Mentre m’infilo nella metro penso che sono stata già due concerti di Waters, e che entrambe le volte sono successe cose curiose o felicemente particolari.

La prima al Forum di Assago, nel 2011: le luci si abbassano e dai microfoni si chiede ai presenti di fare silenzio; quel piccolo pezzo di mondo crolla allora in un mutismo ipnotico, surreale, quasi si trattiene il respiro, per un paio di minuti non si sente nulla, tutta l’aria è una grande musica vuota se non fosse per un fatto, una voce che predica qualcosa con tono abbastanza alto, fastidioso e ininterrotto, proprio sotto di me.

La seconda allo Stadio Olimpico di Roma, nel 2013: qualche giorno prima del concerto accompagno una mia amica a casa di Michele Mari, Michele Mari lo scrittore, che non molto tempo prima aveva pubblicato Rosso Floyd (perla vera dell’ultimo decennio di letteratura italiana)…»

2018-10-11T13:49:22+00:00

Redazione

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