Storie dietro le sbarre

«Fine pena mai», dicono dalle parti del carcere di massima sicurezza in cui sono reclusi. Vi scriviamo oggi le storie di due ergastolani raccontati nel terzo numero di ‘O da Sante Lay e Michele Di Lollo.

Uno dei reclusi, protagonisti di questi racconti, vive negli States, nello Stato del Michigan, per l’esattezza. L’altro trascorre la sua esistenza dietro le sbarre di una cella romana nel penitenziario di Rebibbia.

Sono quarant’anni che Cosimo Rega, con un passato da camorrista è agli arresti per scontare la sua condanna. Viene “salvato” dal teatro, da Shakespeare per l’esattezza. La notte sente ancora quello sparo che rimbomba nel vicolo. Poi arriva lo studio e la passione per il teatro. Qualcosa cambia dentro di lui: una nuova cultura comincia a trasformarlo. Inizia a leggere e a interessarsi alle cose, con la voglia di imparare. Il teatro del carcere della capitale, quando va in scena per la prima volta, è pieno. Il pubblico fissa il palco lasciandosi trasportare dalle emozioni. Il silenzio nella sala è totale. Una magia di un attimo.

L’altro personaggio si chiama Curtis Dawkins. Gli piaceva fumare crack e l’ha fatto una volta di troppo. Ha ucciso un uomo a sangue freddo durante la notte di Halloween. E per questo merita una condanna. Il fatto strano è il riscatto che chiede alla vita. Scrive un libro che viene pubblicato in diversi Paesi del mondo, vendendo milioni di copie. Il titolo è Questo ero io, una raccolta di racconti sulla sua esistenza in carcere. Ma, c’è un ma. Lo Stato in cui è recluso vuole privarlo, oltre che della libertà, anche del 90 per cento dei proventi che arrivano dalle vendite. È un problema sociale, economico e politico. Sopraggiunge una domanda: è lecito che il potere pubblico privi un detenuto del suo guadagno destinato magari a dare un futuro certo ai propri figli? Vi lasciamo con questo interrogativo. E alla lettura di queste interessantissime storie di guardie e ladri.

2018-06-05T11:36:54+00:00

Redazione

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