Steve Jobs e la retorica del visionario

Sono ricordi techno pop. Gli anni d’oro delle sale giochi, il racconto della 8bit Generation. È un po’ come l’invenzione della ruota o la scoperta del fuoco. Nascono i pc ed è una svolta, perché tenere un computer in casa nel 1980 aveva tanto senso quanto tenere un missile in giardino.

Essere geek in quegli anni voleva dire essere contro il sistema: contro preti e intellettuali sessantottini. Questo prima che il genio della Apple diventasse mainstream, prima della rivoluzione.

Tomaso Walliser, fondatore nel 2008 della casa di produzione Junk Food, ci accompagna in un viaggio controverso nel mondo dell’era tecnologica. In particolare ci fa conoscere il lato più sporco della Mela mozzicata e quello meno banale di Steve Jobs. L’ombra che si nasconde dietro lo specchio luminoso del visionario americano. L’articolo completo lo trovate sul numero 6 di ‘O Magazine. Qui, intanto, potrete deliziarvi con un piccolo estratto.

«Sono convinto che mettere le cose in prospettiva sia molto utile. Sono convinto che fare confronti con ciò che eravamo ci aiuta a meglio capire cosa siamo, nella fattispecie del “ciò che siamo diventati”. Quando ero un ragazzino, in quell’età dell’oro che va dalla fine dell’infanzia alla definitiva scoperta delle ragazze, si svolgeva attorno a me un’altra età dell’oro: l’età dell’oro delle sale giochi. Questa, che è un periodo storico definitivamente accettato anche dal mondo accademico, al pari dell’età del bronzo, comprendeva anche l’età dell’oro degli home computer. Stiamo parlando di un periodo che, largheggiando, va dal 1979 al 1984.

In una mia collana di documentari l’ho definito 8bit Generation, perché i computer di quel periodo avevano processori a 8bit e perché per me il fatto tecnico precede sempre il fenomeno sociale. L’ho detto tante volte, ma non mi annoio a ripeterlo: in quell’arco di tempo i computer passarono da non esserci a esserci. Questo è un punto chiave: non passarono da essere poco potenti a essere molto potenti, non passarono da essere ingombranti a tascabili, non passarono da essere off line a essere sempre connessi: passarono dalla non esistenza all’esistenza. Almeno per noi comuni mortali…»

2018-09-14T13:04:15+00:00

Redazione

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