Sonata in d’oro maggiore

Ebbene sì. Sembrerà strano ma accade. Accade che qualcuno si faccia realizzare pianoforti d’oro.

Sono le stravaganze e le stranezze della nascente upper class internazionale. Quando lo strumento musicale diventa glamour, per dimensioni, forme e colori. Sono la moda del momento, pezzi pregiati per nuovi ricchi. Uno status symbol, un oggetto di arredamento capace di stupire e di farci sognare.

A scriverlo, sul numero sei di ‘O Magazine, è Laura Della Pasqua, che ci racconta come Paolo Fazioli, proprietario e fondatore della Fazioli, azienda produttrice di pianoforti nata agli inizi degli anni Ottanta, fa fronte in continuazione a richieste di questo genere anche se sono situazioni di nicchia. “…La produzione primaria resta quella dei pianoforti classici che sono richiesti dalle più prestigiose sale concerti del mondo e sono ricercati da grandi artisti sia classici che jazz come Angela Hewitt e il leggendario jazzista Herbie Hancock.

Torniamo alle stranezze. Un ricco cinese, residente a Vancouver, in Canada, ha chiesto che il pianoforte fosse ricoperto da una foglia d’oro 24 carati «I nostri tecnici hanno impiegato oltre due mesi per questa operazione», spiega Fazioli e ci tiene a precisare che non è un caso isolato. «Abbiamo ricevuto decine di richieste soprattutto da russi».

C’è invece chi ha voluto un pianoforte disegnato apposta per essere ospitato in un mega yacht. «Questo cliente ha affidato a un architetto francese la progettazione esterna dello strumento che avrebbe dovuto ricordare le onde del mare», dice Fazioli e elenca altre operazioni non meno curiose. Come quella denominata “Butterfly” «chiesta da un canadese che ha fatto progettare da un creativo giapponese un piano con la pedaliera e le gambe a forma di fiamme».

«Un cinese ha voluto che lo strumento avesse il colore rosso della Ferrari e all’interno del coperchio la riproduzione di un quadro di Canaletto. Mentre un altro ricco cliente ha chiesto che il pianoforte fosse in radica di amboina, una radica indonesiana estremamente rara». Architetti famosi sembrano aver trovato in questo strumento un mezzo per esprimere la loro creatività. Come Gregory Henriquez, che si è ispirato al design del Telus Garden, a Vancouver, riproducendone le forme…”.

L’avreste mai detto?

2018-09-18T10:05:25+00:00

Redazione

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