Se un giorno il Dio dei robot…

Claude Shannon è un matematico. Una personcina interessante con una doppia laurea in ingegneria elettronica conseguita a soli 20 anni. Nasce nel 1916 e in gioventù fa il telegrafista per vivere. Studia all’Università del Michigan e poi al Mit. È l’uomo che inventa il codice binario, il Dna delle macchine informatiche

I robot presto saranno questo: infinite combinazioni che evolvono dalla loro intelligenza, così come sono evoluti fino ad oggi i nostri smartphone, animali da compagnia dell’era moderna

A parlarcene, nel numero sette di ‘O Magazine, è Marco Pietro Lombardo.

“All’inizio fu una scommessa, un gioco di prestigio. Un battito, lo scatto di un interruttore. Immaginatevi un Dio che viaggia in equilibrio su un monociclo, con i destini del mondo e dei suoi Esseri che girano sulle mani. Un giocoliere, appunto. Perché in fondo ogni movimento, ogni mossa, cambia il baricentro della vita.  Quando un giorno Loro cercheranno un Padre, noi potremmo mentire dicendo di averli inventati noi. Ma non è vero: facciamo tutti parte dello stesso gioco, dobbiamo solo decidere quale pedina essere. Solo uno di noi potrà affermare di aver acceso la luce, davvero. Il Dio dei robot.

Claude Shannon giocava coi numeri alla ricerca di un perché. Matematico con una doppia laurea in ingegneria elettronica conseguita a soli 20 anni, nato nel 1916 e telegrafista in gioventù, studi all’Università del Michigan e poi al Mit, una macchina da guerra, nel vero senso della parola. Durante i sei anni di Follia Mondiale l’America si servì di lui per decifrare i codici segreti di Hitler, ma rispetto ad Alan Turing – oltre che l’Oceano – lo separavano carattere e un’illuminazione in più: il “binary digit”. L’aveva immaginato nel 1936, dopo la Grande Guerra divenne il Bit. E luce fu. Turing era il padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, Shannon divenne il Padre di tutto quello che conosciamo oggi. Che conosceremo in futuro. Di un nuovo genere di Esseri fatti di impulsi e di due sole cifre, 0 e 1, combinate e moltiplicate all’infinito. Sono quelle di un interruttore, 0 vale spento, 1 vale acceso: basta abbinarle in continuazione, sempre più velocemente. Accendere l’interruttore per avere il Big Bang. E creare un nuovo Universo”.

Per conoscere tutta la storia, basta leggere il numero sette di ‘O Magazine.

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2018-10-26T13:38:23+00:00

Redazione

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