OttOtipi, nuovi cacciatori di futuro

Nuovi cacciatori di futuro. Nuove scommesse di carta. «Siamo artigiani. Vogliamo che il libro sia un oggetto». È nata Ottotipi, nuova casa editrice che ha nell’otto, il numero dell’infinito, il suo tratto distintivo. Ottotipi che sta per otto tipi – perché in otto si sono messi insieme scommettendo su passione e cultura – ma anche per ottòtipi, ovvero i simboli stampati con grandezze diverse e che permettono all’oculista di determinare l’acutezza visiva. È intesa come la capacità di guardare lontano, persino oltre. O prima degli altri. Che è un po’ anche la missione di ‘O, costantemente a caccia del suo futuro.

«Vorremmo fare libri necessari. Che stanno nel tempo che viviamo e che riescono ad anticiparlo», il commento di Vincenzo Martorella, critico musicale e storico della musica tra i più apprezzati in Italia ma non solo ed oggi tra gli otto coraggiosi tipi. Con lui Gioppa D’Ambrosio, traduttrice e medico di professione; Chiara Midolo e Massimo Vizzaccaro, traduttori e americanisti; Francesca Crisafulli, che ha realizzato la grafica e le copertine; Pier Michele Sansone per gli aspetti produttivi e commerciali; Elisabetta Petrucci, professore associato al dipartimento di Ingegneria chimica e Lucio Olivero, agronomo tropicale alla FAO.

Tre, per il momento, i libri pubblicati, con la consapevolezza di farne otto – guarda caso – ogni anno. Aspettare valeva la pena, di Mo Daviau; Storia dell’uno e dell’altro, di Gianluca Minotti; 22/ di Mauro Angeloni.

Tutti curati, tutti libri «di cui sentirsi orgogliosi». Direttore della collana di narrativa Fuochi è Francesco Formaggi, che ha pubblicato Il casale e Il cortile di pietra con Neri Pozza e Non chiudere gli occhi con Pelledoca editore.

2018-06-15T17:35:01+00:00

Redazione

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