Nascosta da un velo, Teheran trasgredisce

Nascosta da un velo, Teheran trasgredisce. Nei giorni in cui l’Iran apre le porte degli stadi anche alle tifose donne, nel numero sette di ‘O Magazine Damiano Greco racconta di un viaggio a Teheran.

Una città dalle tante contraddizioni figlia di una rivoluzione, quella del 1979, che ha portato il Paese ad essere sospeso tra passato e futuro. Qui i giovani sono alla continua ricerca di libertà e paradossalmente riescono quasi sempre ad ottenerla. Raggirando con astuzia le ferree regole della società islamica, mostrando come un velo che scivola sbadatamente dal capo di una donna tutte le ipocrisie del regime.

Il viaggio di Damiano è una sorta di diario di bordo. Brevi ma intense pillole con cui raccontare la città dell’antica Persia. Ne pubblichiamo una. Il resto sul numero sette di ‘O Magazine.

…È un venerdì di preghiera, ma io non ci faccio troppo caso. L’obiettivo è ingannare il tempo prima di vedermi con i miei compagni d’avventura: Alessia e Matteo. Una volta riuniti ci saremmo incamminati fino raggiungere Enghelab Street (la strada della rivoluzione) dove avremmo trovato un locale per pranzare insieme. Tutto molto semplice. L’atmosfera però è completamente differente rispetto agli altri giorni, ma non me ne accorgo dall’assenza di automobili, della folla, del caotico e chiassoso traffico, ma dallo sguardo serio e quasi assente dei vari passanti che mi capita di incrociare. Tuttavia non demordo e proseguo, succede tutto molto rapidamente, in un batter d’occhio vengo circondato da tre uomini in motocicletta. «Give me the passport!» mi intima il più corpulento. Dopo una mia esitazione, il tizio si auto qualifica come un ufficiale, consegno il passaporto, inizierà un’attesa che durerà circa una mezz’ora, fatta di continue e insistenti domande che avevano la finalità di capire il motivo della mia presenza in Iran. Capirò solo dopo che avevo di fronte un Pasdaran, ovvero: uno dei noti “Guardiani della Rivoluzione”…

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2018-10-23T13:27:00+00:00

Redazione

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