La magia della moda colpisce Milano e Parigi. Il gran mese dello stile raccontato dalle origini fino alle ultime collezioni. Tra cenni storici e colpi di scena resi immortali dai più grandi stilisti che popolano oggi le passerelle di tutto il mondo. Da Armani a Dior, passando per Dolce e Gabbana, ecco il meglio delle collezioni esibite nelle capitali più fashion del pianeta tra seduzione e provocazioni

Lo ha fatto per il numero otto di ‘O Magazine Maddalena Labricciosa

Au revoir Paris. Dopo New York, Londra, Milano, spetta a Parigi chiudere come sempre il fashion month, il gran mese della moda. È a Parigi che i riflettori si accendono per ultimi per poi spegnersi definitivamente. Vero è che il mese dedicato alla moda fatto di tanti appuntamenti è il luogo dei test finali, un lungo esame di laurea. È la celebrazione di un percorso di molte individualità dove si mescolano stile, spettacolo, arte, marketing e social media. Non è ovviamente possibile raccontare le migliaia di sfilate che si susseguono rincorrendosi incessantemente, da New York a Parigi, quasi come a stordirsi, ma ogni presentazione è il segno vitale di diversità e ricerca. È espressione di un sogno che racchiude tessuti e colori, un’interminabile gioco di abiti, silhouettes intoccabili, immagini provocanti per vestire la fantasia femminile e non solo. Modelle, giornalisti, designers, influencers e celebrities, illuminano i palcoscenici di New York, Londra, Milano e infine Parigi. Le sfilate diventano cinema, teatro, danza, racchiudono le chiavi magiche che aprono perfette il presente, reiventano il passato e guardano al futuro. A proposito, spetta a New York la prima “settimana della stampa” era il 1943. Fu fatta per i giornalisti di moda che, a causa della guerra, non potevano andare a Parigi e per presentare il lavoro degli stilisti americani fino a quel momento non così conosciuti. Esclusivamente riservata ai giornalisti, quella “press week” diventerà per tutti l’appuntamento importante. Istituirà il calendario delle “big four” rigorosamente in questo ordine: New York, Londra, Milano e Parigi. Milano si configura come un palcoscenico privilegiato, già dagli anni ‘70, quando arrivano le prime sfilate di pret à porter, le primissime si tenevano addirittura “in Fiera” e c’era il mitico Walter Albini, Krizia, e Missoni, poi Giorgio Armani, Versace, Gianfranco Ferré, Dolce e Gabbana e buon ultima Miuccia Prada, ma allora era già la fine degli anni ’80. Si aggiunsero solo dopo anche “i fiorentini”, quelli storici Gucci ed Emilio Pucci e infine, Roberto Cavalli ed Ermanno Scervino. E così, mentre le passerelle si spostavano per invadere l’intera città, sono nati monumenti e fondazioni e Milano, anno dopo anno, ha cambiato pelle e i suoi protagonisti…”.

E sfogliando le pagine di ‘O Magazine troviamo tutti i particolari delle sfilate di Milano e Parigi.

Abbonati subito!