Miami graffiti. Un murales ti salverà

“Miami è vittima di un paradosso: è troppo nota per essere sufficientemente conosciuta. Prigioniera di un cliché che la vuole una delle capitali mondiali del “far nulla” eletto a stile di vita (un nulla dorato, va da sé, magari affogato – secondo i gusti – nel mojito o nello Champagne), da decenni è anche e soprattutto, una delle città degli Stati Uniti con la maggiore crescita tanto economica che demografica”.

Nel numero di maggio di ‘O Magazine, Giovanni F. Accolla ci racconta di Wynwood, quartiere appena al Nord di Down Town e dall’altra parte dei ponti che portano a Miami Beach. Era un quartiere degradato. Oggi è il più grande street artist museum del mondo e passeggiarci è un’esperienza da non perdere.

Arrivi qui e “lo straniamento è tale che, da un momento all’altro, t’aspetti possa spuntare da dietro l’angolo il Bianconiglio di Alice: spariscono le palme e si viene inghiottiti in una geometria urbana basica che si complica, però, notevolmente alzando appena il naso, ovvero quando si viene guidati dai mille e più murales che affollano, senza soluzione di continuità, ogni spazio verticale disponibile”.

Una nuova Miami, dove nulla è scontato. E un progetto che sta cambiando il volto dell’economia locale.

Una storia di una terra lontana ma che ‘O ci fa conoscere da vicino. Toccandola quasi con mano. Osservandone ogni sfumatura di murales.

2018-06-05T10:36:54+00:00

Redazione

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone

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