L’uomo in frac era mio nonno

L’uomo in frac era mio nonno. In un toccante pezzo a firma di Ottavia Casagrande e pubblicato sul numero di luglio di ‘O Magazine, c’è il ricordo di Raimondo Lanza Branciforte. Ottavia, appunto, era sua nipote.

Eclettico, sognatore, capace di sedurre Rita Hayworth e di portare il Palermo in serie A, oltre che di inventarsi il calcio mercato. Fu poi trovato morto a Roma, in circostanze misteriose, davanti all’Hotel Eden.

Un ritratto dolce e commovente non di un uomo qualunque e che è passato alla storia per essere il protagonista di una delle più note canzoni di Domenico Modugno. Chi non ha mai canticchiato quelle note?

«Domenico Modugno conosce Raimondo alla fine della guerra, quando è ancora un musicista spiantato e senza un quattrino. È di stanza a Messina, si finge siciliano (chissà perché?) e suona occasionalmente al Caffè Irrera. Come un rito, quando Raimondo scavalca lo stretto per raggiungere la Sicilia, si ferma al noto caffè. Trangugia 7 granite e 5 cannoli di fila e tra un boccone e l’altro trova il modo di fare due chiacchiere col cantante. Gli chiede di suonargli qualcosa, gli elargisce delle gran mance e quando il musicista si deve esibire a Palermo, gli dà uno strappo e lo ospita a Terre Rosse, la sua villa settecentesca con parco nel bel mezzo della città. Così nasce un’amicizia che continuerà fino alla morte di Raimondo, nove anni dopo.

In quei nove anni e non necessariamente in quest’ordine, Raimondo inventa il calcio mercato; è coinvolto nel colpo di stato in Iran; caccia alla tigre in India; seduce Rita Hayworth; fa da controfigura ad Amedeo Nazzari in una delle prime scene subacquee del cinema mondiale; sperimenta vari tipi di droghe; porta il Palermo calcio in serie A; dilapida un patrimonio; sposa l’attrice Olga Villi; entra in affari con Aristotele Onassis… finché una mattina di novembre il suo corpo nudo viene ritrovato sull’asfalto di via Ludovisi, davanti all’Hotel Eden. Si è suicidato? L’hanno suicidato? Il caso viene chiuso in fretta. Molti dettagli non tornano. I dubbi permangono e per quante accanite ricerche, mia madre ed io abbiamo fatto negli anni, non siamo riuscite a dissiparli del tutto. Abbiamo ricostruito moventi e mandanti (in Mi Toccherà ballare, 2014, Feltrinelli editore), ma come spesso accade in questi cold cases, mancano le prove».

Il resto su ‘O Magazine di luglio.

2018-07-30T14:32:21+00:00

Redazione

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone

Editore: Fondazione 262

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone