Pubblichiamo sul nostro blog la bella lettera di una mamma commossa dall’articolo di Vittorio Macioce “I super poteri di un bambino disgrafico”. Una condivisione importante. Per ‘O e per tutti i bambini.

Buongiorno,

mi sentivo di scriverle per complimentarmi per questo articolo.

Mi ha commosso perché l’ho letto con gli occhi di mio figlio… immaginavo la sua frustrazione quando a volte lo accusavo della sua goffaggine di non saper allacciarsi le scarpe a 10 anni, o quando lo sgridavo perché era l’unico che riusciva a perdersi per le strade di Londra dietro la mamma, ma anche l’unico che ha avuto la prontezza di chiedere aiuto traducendo con google traduttore “ho perso mamma alla polizia”.

E poi le maledette doppie che non riuscivo a fargli digerire, il muro dell’inglese e le tante altre difficoltà anche un po’ motorie date da paure e insicurezze.

Lui è così, il bambino distratto, sensibile che vive nel suo mondo ma non gli sfugge nulla. La sua dote è l’intuizione.

Oggi è un bambino di 1 media certificato disgrafico, ha fatto 2 anni di terapia ma onestamente a poco è servita se non nell’acquisire la consapevolezza che ha una difficoltà e che esistono strumenti in grado di superarla.

Ciò che mi spaventa è la scuola, perché se da un lato è aiutato con un piano formativo personalizzato dall’altro lui avverte ciò che forse è più difficile da spiegare la Diversità.

Allora qui mi fermo e mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché è vero certi strumenti ti permettono di stare  al passo con gli altri, ma è vero anche che accettare la “diversità” per queste problematiche ti fa sentire e  percepire dei limiti personali.

Hai scritto delle belle parole.

Grazie,

Alessandra C.