La signora dei Top Gun

La signora dei Top Gun. Storia di una predestinata del volo, con un nonno precipitato in servizio e una passione nata a sei anni, quando le donne potevano solo sognare di arruolarsi. Il capitano Carla Angelucci è stata la prima in Italia ad abilitarsi come istruttore e ancora oggi l’unica qualificata sia per l’elicottero che per l’aereo e l’aliante.

Una storia straordinaria, raccontata sul numero 9 di ‘O Magazine da Laura Collinoli.

C’era un fato invincibile nell’antica Grecia. Un destino al quale non potevi sottrarti e non a caso sorretto da tre donne, le Moire, che poi saranno le Parche romane, custodi dell’ineluttabile, del fatale, dell’inevitabile. Di ciò che è prestabilito e non puoi farci proprio nulla per cambiarlo. Gli indiani la chiamano legge del Karma, per dire che quanto ci accade è sì frutto di una libera scelta, anche se in minima parte, ma è soprattutto qualcosa che molti chiamano predestinazione. O fatalità.

Molti, molti, molti anni dopo le Moire, nel romanzo Oceano mare, Alessandro Baricco scriverà che «il destino non è una catena ma un volo», cambiando fronte su un fato che non concede scampo lasciandoci a terra come fossimo incatenati, senza poter fare altro che accettarlo.

Non sempre, però, predestinazione e volo – in senso figurato ma non solo – sono in contrasto. Certe volte c’è equilibrio piuttosto che diversità e armonia capace di saltare ogni ostacolo.

Carla Angelucci è nata con un destino già segnato. Il destino del volo. Poco più di trent’anni, aspetto esile ma ostinazione e tenacia tutte abruzzesi, è un capitano pilota dell’Aeronautica Militare. La sintesi della sua vita è racchiusa in poche parole. Sogno di bambina, donne che finalmente possono arruolarsi, addestramento in Accademia a Pozzuoli, volo e inizio dell’attività operativa e di istruttore. Poi c’è il resto. Ed è tanto. È il volo, il cielo in cui sei dentro, l’aria che è lì, con te, e te la senti addosso come non capita in nessun altro posto.

È lei ad essere stata la prima donna istruttore di volo in Italia e attualmente la sola ad avere le tre abilitazioni per elicottero, aereo ed aliante. Preferisce l’elicottero e lo dice chiaramente. Ammette di amarlo, come accade con le persone, ma forse il fatto di trovarsi con “lui” in aria fa sì che il rapporto sia speciale, quasi umano, di sicuro profondo, intenso, completo. Come se loro due, pilota e mezzo, fossero un’unica cosa.

Non è un caso che Carla sia diventata un pilota e non solo perché, come racconta, è rimasta folgorata quando aveva appena sei anni da un aereo militare. C’è una storia familiare che la precede. Prima di lei c’è stato un nonno pilota di cui però lei stessa ignorava l’esistenza fino a quando non ne ha trovato traccia nell’Archivio di Stato. Ecco il destino, il fato, la predestinazione. La scelta personale legata a qualcosa di innato e ineluttabile. Quella bambina di sei anni non lo sapeva, ma è come se la sua strada fosse già stata scritta.

L’intervista al capitano è su ‘O Magazine. (Foto di Irene Pantaleoni)

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2019-01-03T11:59:34+00:00

Redazione

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