La legione occulta dei cyborg

C’è chi tra le pieghe della razza umana sogna di diventare un umanoide. Chi ricerca nella tecnologia qualcosa di più. Un frontiera. Un paradiso in cui poter fare un uploading della mente comodamente su un pc. Una sorta di scannerizzazione del cervello che trasformi l’individuo in un cyborg.

È questa la prospettiva che ci presenta Mark O’Connell, scrittore e giornalista irlandese, nel suo saggio Essere una macchina. Siamo tutti, da sempre, anche delle macchine, solo che oggi lo siamo (o lo sembriamo) di più.

E, soprattutto, oggi c’è chi dell’idea di diventare una macchina ha fatto la sua ossessione, il suo obiettivo. Sono persone originali, a volte: futurologi, aspiranti cyborg, gente che crioconserva (o si mette in lista per farsi crioconservare), scienziati, ingegneri, guru della Singolarità, costruttori di robot, miliardari, inseguitori dell’immortalità, studiosi dell’Intelligenza artificiale…

O’Connell ha incontrato proprio loro, quelli che nel Terzo millennio sognano di Essere una macchina (così si intitola il suo saggio, pubblicato da Adelphi). Si chiamano transumanisti: uomini (sono quasi tutti maschi) per i quali l’umano è troppo poco, e va superato, migliorato, perfezionato, un po’ come da secoli predicano le religioni e suggeriscono i filosofi, solo che la soglia da varcare è tutta nella direzione della tecnologia. Anzi, è tecnologia.

Questa deliziosa intervista l’ha realizzata per noi Eleonora Barbieri e la trovate sul numero sette di ‘O Magazine.

Che aspettate, abbonatevi.

2018-10-18T14:35:16+00:00

Redazione

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