Il teatro dei soldi non dorme mai

Una lotta senza esclusione di colpi nel mondo dell’alta finanza. Un quadro dipinto che ritrae la prospettiva cinematografica di Wall Street e in generale dell’economia. Questo è l’articolo a firma di Camilla Conti pubblicato nel numero cinque di ‘O Magazine, quello uscito nel mese di luglio.

E così si va da Gordon Gekko del film Wall Street alle più recenti serie tv in onda su Netflix o su Sky. La finanza ha ormai abbandonato le sale per essere protagonista nelle tv a pagamento.

E i risultati sono sorprendenti. Qui abbiamo il ritratto di un’America che non sogna senza il suo denaro. Billions, ad esempio, racconta il mondo luccicante ma spietato di trader e procuratori all’ombra del World Trade Center. Ma partiamo dalle origini. Dal film Wall Street suscito nelle sale nel 1987.

È il mito di Re Mida e quello di Faust che si intrecciano in questa vibrante pellicola di denuncia, scritto da Oliver Stone insieme a Stanley Weiser e dedicato alla memoria del padre del regista, che lavorava proprio come agente di borsa. Wall Street è un attacco al lato oscuro del capitalismo, qui splendidamente incarnato da Gordon Gekko interpretato con la grinta necessaria – premiata con un Oscar – dal grande Michael Douglas.

Un ritratto degli anni Ottanta in tempo reale che, a distanza di tempo, vale ancora di più come testimonianza vivida e per niente edulcorata di un periodo, di grande successo economico per gli Stati Uniti. Tanto profetica fu la denuncia portata avanti dal film, che vent’anni dopo – in piena crisi economica globale – si sentì la necessità di un sequel (Wall Street. Il denaro non dorme mai, in realtà di parecchio inferiore all’originale) sempre diretto da Oliver Stone.

2018-07-24T13:23:11+00:00

Redazione

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