Il Sud non è solo finzione

Da “La Piovra” a “Gomorra”, il Sud è stato raccontato molto negli ultimi anni dalla fiction televisiva. A partire dagli anni Ottanta, in particolare, il Mezzogiorno è stato lo scenario di molte serie di successo, ben presenti nel teleconsumo di massa degli italiani.

I loro titoli e i loro protagonisti hanno da tempo accesso alla memoria dei telespettatori: parlare de “La Piovra”, di “Un posto al sole”, di “Montalbano” e di “Gomorra” significa fare accenno a una materia nota e discussa. Se ne parla, se ne è parlato e se ne parlerà fino al punto di individuare nel Sud una sorta di nemico da combattere.

Ciò che nel cinema è trapelato attraverso prodotti diversificati e spesso non commercialmente di successo, nella fiction televisiva è invece tracimato, creando pubblico ed esaltando lo share. Ma il Meridione non è solo finzione.

La sua immagine è però ormai, troppo spesso, solo lo specchio di sceneggiati e fatti di cronaca ripresi da una telecamera che parlano al pubblico di criminalità organizzata tra stereotipi, quarti di verità e occasioni sprecate. In principio fu “La Piovra”, con un eroe moderno nei panni di Michele Placido. Poi arrivarono tutti gli altri. L’alter ego del commissario Cattani si presenta ai telespettatori con Salvo Montalbano, il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri.

In tv Napoli si divide insomma tra le ostili bande camorristiche di “Gomorra” e i salotti di Posillipo ripresi in “Un posto al sole”. Sulle pagine di ‘O Magazine vi proponiamo un estratto del libro “La parte cattiva dell’Italia”, Mimesis editore, scritto a quattro mani da Valentina Cremonesi e Stefano Cristante.

2018-07-23T15:16:15+00:00

Redazione

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