Il sublime non colpisce le folle

Mar è il nome dell’artista Mar Aguilar. Porta addosso un suono che richiama il mare, questione sacra nell’antica parlata marinara spagnola. E che rievoca lontani racconti anche qui in Italia.

Vive a Bergamo e crea portandosi dietro le radici, il ronzio delle zanzare e il respiro del vento. «Ogni opera deve propormi una sfida», dice. E lei il guanto lo ha raccolto da terra tempo fa quando ha detto no a un lavoro sicuro che non le piaceva, decidendo di cambiare vita

A scriverne, sul numero sette di ‘O Magazine, è Miriam D’Ambrosio.

“La Spagna ce l’ha tutta dentro gli occhi neri e lucenti e i suoi gesti, l’accento, lo sguardo, il nome, sono l’insieme dei quattro elementi. La terra è nelle sue mani e nella forza delle sue scelte, il fuoco nella capacità di osservare e fermare gli attimi, l’aria nella leggerezza del suo spirito e l’acqua sta tutta nel suo nome: Mar. È un nome che viene dato spesso alle bambine perché in Spagna il mare è femmina, in poesia e nella antica parlata marinara e, se è vero che nel nome c’è il destino, qui la dicerìa è rispettata in pieno.

Il mare genera in movimento perpetuo e Mar Aguilar crea portandosi appresso le sue radici, sapendo piantarle altrove. «Sono molto eclettica – dice – mi piace l’architettura, amo il paesaggio, catturarne l’anima e riuscire a respirare il vento, sentire gli odori, il ronzìo delle zanzare. Mi interessa altrettanto la figura umana intera o l’espressione di un volto, oppure un contrabbassista che suona e la relazione con il suo strumento mentre nasce la musica. Ogni opera, quadro o scultura che sia, deve propormi una sfida. Sì, per darmi completamente a un quadro ho bisogno di una sfida».

E lei di sfide ne sa abbastanza. Il guanto a terra l’ha raccolto quando ha avuto il coraggio di licenziarsi, di rinunciare a un lavoro sicuro e a uno stipendio fisso come grafica pubblicitaria, di ritirarsi in un laboratorio per dare vita alle sue creazioni mettendo da parte una vita pianificata e priva di stimoli. Cresciuta a Madrid, ha studiato Belle Arti all’Università di Granada ed è legata a Malaga. Qui, esposta ai viaggiatori in aeroporto, si trova una sua opera: un uomo elegante cammina in primo piano con le mani in tasca e quasi esce dal quadro. Sullo sfondo la massa bianca e orizzontale di un aereo lo sovrasta senza dominarlo e una scura figura umana, sulla sinistra, è assorta in pensieri lontani…”.

Il resto sul numero sette di ‘O Magazine.

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2018-11-09T12:42:20+00:00

Redazione

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