Il profumo del mosto selvatico. Sul numero otto di ‘O Magazine Elena Barlozzari ci racconta la passione di Valentino Sciotti, presidente della Farnese vini. La sua follia che conquista ettari di brindisi e un fatturato da capogiro. Un’azienda del Mezzogiorno a sei zeri e con un leader che ha deciso di scovare le uve più preziose sino ad allora sottostimate, stringendo accordi direttamente sul campo. È nata così una rete che oggi conta settecento fornitori ed una materia prima fuori dal comune.

“Valentino Sciotti, negli anni Sessanta, era un bimbo vispo e curioso. Non è passata che una manciata di decenni da allora, eppure i suoi coetanei di oggi difficilmente capirebbero. La dimensione di Crecchio, neppure tremila abitanti nel cuore dell’Abruzzo, non lo opprimeva affatto, per lui la vigna paterna era una fonte inesauribile di stupore. Quelle piante erano il nuovo mondo da scoprire. Quello che gli adulti affaccendati della famiglia popolavano con dimestichezza ed un poco di disincanto. Lui no. Lui invece guardava quel luogo come fosse un libro illustrato, ansioso di intravedere il futuro. Si soffermava ad osservare ogni suo dettaglio. Il fusto che dal terreno saliva a fatica verso l’alto e si ramificava nei tralci. E poi il segreto della fioritura e di come dalle piccole infiorescenze germogliassero acini pieni di succo. Ci vuole molta volontà per diventare grandi, pensava, in occasione di ogni raccolto. Una lezione che le stagioni della sua vita non hanno cancellato. Oggi che è un imprenditore quarantenne viene da sorridere a pensarlo coi pantaloncini corti e le ginocchia sbucciate, eppure possiamo dire che quel bambino attento e sensibile non se n’è mai andato. E che i valori della sua terra sono l’anima della sua attività. Un’attività a sei zeri, un’azienda in crescita, un sacco di impegni in giro per il mondo, business e premiazioni chiamano da una parte all’altra del globo e poi c’è anche l’imminente quotazione a Piazza Affari. Già questo, oggigiorno, sarebbe sufficiente a gridare al miracolo. Ma c’è di più, c’è dell’altro. C’è che la Farnese Vini, l’azienda vinicola di cui è presidente ed amministratore delegato, è uno dei migliori frutti del Sud. «Perché quando nasci lì, o te ne innamori follemente o scappi», ci spiega. Lui, però, fa parte di una categoria intermedia. È andato via con una promessa: quella di tornare. Poteva provare a fare l’imprenditore altrove, ma l’ha fatto al Sud…”.

Per conoscere tutta la sua storia basta leggere il numero otto di ‘O Magazine.

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