È una vita che Maha Vajiralongkorn Rama X, re di Thailandia, sfugge dal proprio destino. Quello di regnare sulla propria gente era una mestiere perfetto per sua sorella. Ma nessuna donna, soprattutto se single e senza figli, può salire al trono. Così, mentre il popolo tifa per la principessa, il principe se la spassa con Foo Foo. Oggi, però, le cose potrebbero cambiare. Ed è per questo che Ubolratana Rajakanya potrebbe candidarsi come primo ministro. Pubblichiamo integralmente l’articolo uscito sul numero due di ‘O Magazine, firmato da Manila Alfano. È così che la principessa della Thailandia vuole scalzare il “fratello scemo” dalla guida del Paese.

Un nome, il suo, che è inversamente proporzionale all’aplomb diplomatico. Maha Vajiralongkorn Rama X è re della Thailandia, ma si crede di essere tanto di più e scappa. È una vita che Rama fugge dal suo regno, dal suo destino che, testardo, lo aspetta dagli anni ’70. Il tempo gli aveva dato spazio e spago a sufficienza, regalandogli il padre più ricco e più longevo tra i monarchi, morto a ottantanove anni dopo oltre settanta di regno prospero e pacifico, con un conto in banca da trenta miliardi di dollari. Eppure quel padre amato e venerato dai sudditi, precipitoso e abituato a fare le cose per tempo, aveva designato l’unico suo figlio maschio erede al trono già da bambino. Orecchie a sventola e occhietti vispi a guardare in su. Troppi sogni a presagire il peggio in quello sguardo di ragazzino in alta uniforme. Nessuno aveva osato confessare quello che tutti avevano pensato: Rama, cresciuto con tre sorelle femmine, non era nato per fare il re. Piuttosto, quello, era un mestiere per sua sorella, la principessa Maha Chakri Sirindhorn.

Lei sì che aveva talento e volontà. A esercitarsi già da bambina con le bambole; non maestra, non mammina ma regina, a far finta in cameretta, attenta a non farsi vedere che è peccato perché la legge parla chiaro: mai nessuna donna dovrà salire al trono, tantomeno se single e senza figli come lei. Sciagura. Per il popolo che tifa per la principessa presentabile ma senza speranza, che sa parlare alla gente e farsi amare. Lei, nata regina di cuori, la Guardia reale schierata dalla sua parte, sfortunata lady Oscar, che avrebbe voluto così tanto nascere uomo. E invece una sorte capricciosa e beffarda ha scelto il fratello che al posto di governare se la dà a gambe. Ereditato il regno, Rama è in carica dall’ottobre del 2016, eppure sono quasi due anni che posticipa l’incoronazione. In fuga da quell’ultima firma che lo separa dai protocolli della sua terra, là dove il dovere inesorabile lo aspetta per fare finalmente il re. Un regno per i suoi sfizi. Quanto darebbe per poter vivere in pace. Insostenibile leggerezza dell’essere, lui, trattato come un Budda vivente, che fissa il vuoto e guai a disturbarlo, i servitori abituati a interpretare i suoi desideri sui suoi silenzi, e chi indovina sbagliato paga anche con la prigione. Autorità ridotte a consiglieri fantozziani. Fino a quindici anni per chi viene accusato di lesa maestà, e allora occhi bassi per non incrociare lo sguardo di sua Altezza reale con il debole per le donne e i tatuaggi grandi, il lusso e le feste esclusive da rincorrere in Occidente.

La vida loca e quel senso maledetto del dovere che gli ronza nella testa, e quel che è peggio nessun talento da poter mettere a frutto. Già da ragazzino le sue doti tendevano verso il mediocre. Carattere irascibile e vendicativo, spedito in Gran Bretagna per completare gli studi; destinazione Millfield, il college per i figli di buona famiglia che non riescono a entrare a Eaton, ben più prestigioso, quello di William e Harry d’Inghilterra. «Voleva essere temuto dai compagni», raccontano di lui. Ma senza carisma come si fa, e nel gruppo era buono solo per portare il pallone. La madre che difende ancora questo bambino playboy che ha compiuto 65 anni: «Lui è attratto dalle donne e le donne sono attratte da lui. È un dato di fatto». E certo. E come dargli torto: il potere, il denaro, le stramberie; deve essere divertente passare il tempo insieme a questo pazzo figlio convinto che il potere gli spetti e basta, abituato a non avere desideri perché tutto gli è dovuto ancora prima che lo possa volere. Tre mogli e troppe amanti ripudiate, i quattro dei sette figli diseredati e dimenticati, lato buio di un dio vendicativo e crudele che punisce e picchia duro, capace di ignorare le decine di lettere di suppliche dei ragazzi che chiedono invano di tornare a casa. Eppure, innamorato dell’amore, il sovrano senza corona sa come ricompensare i suoi più fedeli compagni. Un banchetto sontuoso e fiumi di champagne per seicento invitati, diplomatici e giornalisti a celebrare la nomina di Foo Foo a comandante dell’aviazione. Il barboncino di sua maestà con le medaglie. E non si ride, che chi ha osato farlo è ancora in carcere a scontare la voglia di sarcasmo.

L’ambasciatore americano Ralph Boyce ha raccontato del cagnolino sul tavolo a bere dai bicchieri degli ospiti, compreso il suo. Foo Foo è l’amico più fedele di re Rama. Inseparabili. I due si accompagnano ovunque, e Rama viaggia spesso. Appena può vola in Germania, il suo Paese preferito. E guida lui, fissato com’è con gli aerei, al comando del suo Boeing 737, carico di tonnellate di bagagli. Può contare su un equipaggio in religioso silenzio, così preso a sgranare rosari, specie durante l’atterraggio ancora un po’ da perfezionare. Ma chi ha il coraggio di intralciare i desideri del re. Ne sanno qualcosa all’hotel dell’aeroporto di Berlino. Diverse volte all’anno il principe ha vissuto nell’albergo per due o tre mesi. Le autorità thailandesi chiedevano al personale d’albergo di inchinarsi di fronte al sovrano, la direzione disse no. Alla fine il compromesso per cui nessuno doveva incrociare lo sguardo, né rivolgergli la parola, i muri ricoperti di foto delle sue auto da collezione. A Berlino il monarca fa shopping, partecipa alle feste più esclusive.

Nella cittadina di Tutzing, in Baviera, si è fatto costruire un palazzo giallo da fiaba, ispirato a Ludwig: un castello costato dodici milioni di euro. E a casa restano i militari a far la guardia. Il pericolo di neoassolutismo è già stato avanzato da diversi analisti. Nel tentativo di consolidare il suo potere Rama X potrebbe cancellare le libertà politiche. Appena nominato re dal parlamento ha fatto togliere dalla costituzione un articolo che impone la firma di un ministro per qualsiasi proclama reale. Marzo era l’ennesima data fissata per l’incoronazione. Ma il popolo aspetta ancora. Non c’è la benché minima aria di preparativi. L’attesa a Bangkok sarà lunga. Intanto un altro aereo è sulla pista di partenza. Foo Foo già in cabina di pilotaggio. La principessa Maha, affacciata alla finestra, aspetta un segno e guarda il cielo.

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