Il mio orologio biologico non fa tic tac

L’orologio biologico lo sentono tutte le donne o ad alcune non fa proprio tic tac? A molti apparirà strano, forse impossibile, ma per tante il desiderio di essere madre non arriva mai.

Sul numero 05 di ‘O Magazine pubblichiamo uno stralcio del libro Non me lo chiedete più, di Michela Andreozzi.

Sono le confessioni di una donna che ammette prima a se stessa, e poi agli altri, di non volere dei figli. Non è sterile, non è zitella, non è suora. Semplicemente non ne vuole. E poi c’è un fatto: nella società odierna per realizzarti in ambito professionale è meglio se non metti al mondo dei bambini, ma al tempo stesso se non desideri diventare madre sei inaffidabile. Oltre al fatto che su di te si scatena una vera e propria pressione sociale. Qualcosa che assomiglia ad un vero e proprio mobbing con giudizi, paragoni, allusioni e confronti.

“In effetti, posso dire a posteriori che io l’istinto materno non l’ho mai sentito. (…) È meraviglioso: ne ho sentito parlare. Ma non l’ho mai provato. Il mio orologio biologico non fa rumore. Ho sentito la pressione, la competizione, il paragone con le donne che avevo attorno, quello sì, ma il desiderio profondo di un figlio, onestamente, no. E altrettanto onestamente – non me ne vogliate, è solo un’opinione – non sono convinta che le migliori madri del mondo siano le donne che da bambine manifestavano istinto materno, quelle che, per capirci, avevano la batteria da cucina sugli scaffali e quattro Cicciobelli perfettamente vestiti e pettinati di cui due adottati: confesso, il Cicciobello giapponese è stato un mio desiderio d’infanzia mai realizzato. A volte le madri migliori sono quelle dubbiose, incerte, qualche volta convinte di sbagliare tutto: quelle che vanno piano e si interrogano, che non si danno per scontate, che scoprono di avere se non proprio una vocazione, un talento per la maternità. La pressione sociale è un vero e proprio mobbing. Sottile, fatto di giudizi, paragoni, allusioni, confronti, sfide. È possibile non avere figli, ma non ti è permesso rifiutarne l’idea. Dire: «Io non ne voglio, grazie» è difficilissimo. Eppure, riflettendoci, viviamo in un paese in cui lavori solo se non hai figli, dove ti fanno firmare le dimissioni in bianco quando ti assumono per evitare di pagare inavvertite maternità, calpestando di fatto dei diritti umani. Il diritto a conciliare la biologia con l’umanità. Diciamocelo, le madri che lavorano sono in assoluto la categoria meno tutelata, rispettata e considerata. In quasi tutto il mondo. Insomma, per lavorare, realizzarti, trovare un tuo posto nel mondo è meglio se i figli non li fai. Ma se non li vuoi sei inaffidabile”.

2018-08-07T12:42:13+00:00

Redazione

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