Il battello ebbro di Stephen King

Il battello ebbro di Stephen King.

Il re del thriller e Arthur Rimbaud rappresentano due facce della stessa medaglia. Ad unirli lo stesso ceppo creativo e un’idea di scrittura non troppo distante. Rimbaud condusse l’arte poetica al limite estremo, poi si chiuse nel silenzio più enigmatico della storia del pensiero occidentale. King è invece l’indefesso cantastorie dell’Occidente, la voce che nega il silenzio. Un uomo da un miliardo di copie vendute snobbato dalla critica.

A raccontarli, sul numero otto di ‘O Magazine, è Enrico Macioci.

“Ogni ossessione durevole è una metafora. Le due di cui mi occuperò risalgono al 1991. Neppure sedicenne, avevo smesso con poesia e prosa da un paio d’anni e non potevo sapere ciò che sarei diventato; o forse sì, almeno in parte; forse in parte lo sappiamo sempre.

Le ossessioni nacquero tra febbraio e marzo. Dapprima Rimbaud, di cui lessi in classe I poeti di sette anni e una nota biografica; poi King, di cui lessi a casa, durante un pomeriggio di pioggia, Misery, un libro che nemmeno sapevo di possedere (mia madre lo aveva ricevuto da Euroclub e tenuto nascosto, per difendermi dalle sue efferatezze). Né l’una né l’altra ossessione si esaurirono nell’arco di poche settimane o pochi mesi, come le molteplici vampe di entusiasmo che hanno costellato e costellano la mia esperienza di lettore. Si trattò invece, pur nell’ambiguità sottesa a un’indagine psicologica, di un’autentica rivoluzione, ciò che i greci chiamavano metanoia (radicale mutamento, rovesciamento). La mia esistenza sterzò e precipitò. Caddi nell’abisso che d’istinto percepivo ma che fino ad allora ero stato bravo (bravo?) a schivare.

Vi siete mai gettati dall’alto su un mucchio di fieno? Avete mai indugiato sull’orlo squisito e terribile della paura? Ecco, io me ne stavo lassù da troppo tempo, dubbioso se tuffarmi o meno, quando sopraggiunsero il fanciullo di Charleville e l’orco del Maine. Il primo mi spinse nel vuoto; il secondo accumulò il fieno sul quale atterrai – come fa il piccolo Larry per la sorellina Kitty nello splendido racconto kinghiano L’ultimo piolo. È meraviglioso – nonché una tattile prova di trascendenza – che persone morte o lontane, persone che non abbiamo mai incontrato e non incontreremo mai, ci aiutino a capire meglio noi stessi, ciò che temiamo e desideriamo; e a capire che spesso ciò che temiamo e ciò che desideriamo coincide.

Non è vero che i libri non cambiano la vita: a me l’hanno cambiata. Oscilliamo fra luce e tenebra. Le nostre emozioni accendono oppure spengono il proiettore… ma in genere si limitano ad alimentare un tenue fascio. Un romanzo o un brano poetico hanno il potere di incanalare quest’energia dispersa rendendola più forte, ovvero più consapevole di sé. Si tratta di un lampo, ma l’anima ne resta abbagliata per sempre; e seppure la nuvolaglia quotidiana torna a opacizzare il paesaggio l’anima ricorda ciò che ha davvero visto, ciò che, almeno per un attimo, ha davvero saputo.

Prese alla lettera, le ossessioni conducono al deserto spirituale. Se invece elargiamo loro il giusto ascolto – un ascolto poetico – divengono bussole magiche, in grado di guidarci alla scoperta dei nostri luoghi più ricchi e sorgivi. In un certo senso, esse sono già poesia; una poesia che esige la nostra disponibilità a sintonizzarci su una diversa lunghezza d’onda. Il male è abile a tenerci lontani da noi, e noi siamo abili a collaborare con lui (o esso, o It). Oramai quarantatreenne, so raggiungere il me stesso sedicenne, legare un filo al suo dito indice e tornare indietro senza che il filo mi sfugga; sono in grado di guidare quel ragazzo verso di me e me verso di lui; sono in grado di sorvolare il crepaccio del tempo, l’immensa discarica d’immondizie e ori che ventisette anni (suppergiù il ciclo di sonno/veglia di It) accatastano sul suo fondo oscuro. Non posso espellere la biografia da queste pagine, ma posso estrarre una radice di senso da un’impressione personale ed emotiva…”.

Un peccato non leggerlo tutto. Sul numero otto di ‘O Magazine.

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2018-11-29T12:59:02+00:00

Redazione

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