Ho portato a Cannes il dramma del terremoto

Così in terra. Un giovane regista partenopeo, Pier Lorenzo Pisano, porta a Cannes il dramma del terremoto. Protagonista chi è riuscito a sopravvivere. Ad intervistarlo, nel numero sette di ‘O Magazine, è Maria Laura Lauretti.

“Il nome di Pier Lorenzo Pisano, classe 1991, gira ormai con prepotenza tra i migliori registi italiani under 30; lui lo sa ma preferisce minimizzare e in uno stile elegante, tipico dei grandi veri, sembra quasi incredulo nel raccontarsi. Con il cortometraggio Così in terra (As It On Earth), prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia e Rai Cinema, è arrivato nell’olimpo dei registi, al Festival di Cannes 2018.

Nei 14 minuti del lavoro di Pisano ci sono i luoghi del terremoto che nel 2016 ha colpito Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) e poi, accanto all’unico attore esterno Roberto Citran, la scena è tutta per quaranta terremotati di Acquasanta, con in testa la coprotagonista Angelarosa Orsini.

Nella sua vita non c’è solo il cinema e il successo che si gode è frutto di tanto lavoro nel teatro dove ha all’attivo premi di drammaturgia e sceneggiatura come il Solinas, l’Hystrio e il Riccione-Pier Vittorio Tondelli.

L’eleganza della voce, il calore nella scelta delle parole giuste e un pizzico di ironia partenopea fanno capire subito che Pier Lorenzo Pisano non si è montato la testa e ha solo voglia di mettere a disposizione degli altri il suo mondo che pensa.

Ha tanto di bello da dire, a cominciare dal curioso ricordo di bambino con l’argento vivo addosso, che non stava mai fermo e che i genitori ad un certo punto decidono di “spedire” in teatro per cercare di calmarlo.

La voce sorride: «Sì, è vero, ero tremendo, camminavo e correvo senza tregua. La scelta del teatro, in realtà, non è arrivata per caso».

Nel suo dna si agitano chiare tracce di cultura: «Mio nonno vendeva le sigarette sfuse nei teatri napoletani e frequentava gli ambienti artistici del grande Totò e quelli delle ballerine dell’avanspettacolo. Mia madre da piccola adorava andare a teatro per applaudire Eduardo e di quel periodo ha un ricordo speciale: alla fine di ogni spettacolo, lui che era amatissimo soprattutto dai bambini, spesso interpretava delle storie inedite che diventavano un altro spettacolo; emozionante e più bello perché dedicato ai più piccoli»…”.

Il resto è veramente tutto da scoprire. Sul numero sette di ‘O Magazine.

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2018-10-25T14:57:06+00:00

Redazione

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