Grete e Viviane nella Valle dell’eden

Grete e Viviane nella Valle dell’eden è il titolo dell’articolo scritto da Luca Leone sul numero 6 di ‘O Magazine. Racconta la storia della Valle di Comino vista con gli occhi di due grandi attrici che negli anni della Seconda guerra mondiale si incrociano ai confini della Ciociaria.

Grete Berger e Viviane Romance si ritrovano nell’estate del 1942 tra i vicoli di San Donato. La prima, attrice ebrea e protagonista di Metropolis, è confinata insieme a un gruppo di donne tra cui Greta Bloch, amica e confidente di Kafka. La seconda è lì per girare il kolossal Carmen. 

«Il caldo afoso, le strade polverose della Val di Comino e due grandi dive, ognuna protagonista di un pezzo di storia del cinema. Si chiamavano Grete Berger e Viviane Romance, rappresentanti due mondi e un pezzo d’Europa quando, nell’estate 1942, si ritrovarono tra i vicoli e le piazze di San Donato. La Berger giunse nella cittadina cominese il 30 luglio del 1940, a seguito delle disposizioni ministeriali di internamento. Grete era ebrea e si ritrovò in Italia dal 1931, a Merano (Bz), dove lavorava presso la pensione Paradiso del fratello Paolo, cittadino italiano. Raggiungere il Belpaese fu dettato dalla consapevolezza della fine del cinema muto: quando nelle sale vennero proiettati Melodie des Herzens (1929) di Hanns Schwarz e La canzone dell’amore (1930) di Gennaro Righelli, i primi film “sonori” e “parlati”, l’attrice capì che con il cinema aveva chiuso. L’enfasi mimica, l’espressività facciale e l’azione corporea enfatizzata, poco si confacevano con la naturalezza richiesta dai nuovi film. Grete Berger, pseudonimo di Margareth Berg, nacque a Jägerndorf…»

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2018-09-05T13:58:29+00:00

Redazione

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