Dio salvi il Metal

Dio salvi il Metal. E speriamo che sia così.

Mentre il rock tradizionale sembra incapace di proporre qualcosa di nuovo, il metal si è frammentato in mille sottogeneri all’interno dei quali è possibile trovare spericolati tentativi di sperimentazione. Tra sbandate sinfoniche, melodie gotiche, suonate folk, spunti ska e dub, questa musica si evolve abbattendo il muro del tempo.

Questo è ciò che ci racconta Alessandro Gnocchi sul numero sei di ‘O Magazine, in cui torna indietro nel tempo rispetto alla nascita di questo genere musicale con nuovi punti di vista. Dice pure che una volta, in famiglia, «il metallaro era considerato il fratello ignorante e spaccone, tutto motociclette, borchie e birra. Ma forse ci siamo sbagliati».

Un pezzo da leggere. Dagli amanti del genere e non solo.

“…Il metal ha poi alcune caratteristiche extra musicali che lo distinguono dal rock. I nuovi gruppi finiscono in cartellone in grandi tournée dove nessuno si sognerebbe di prenderli a sassate come spesso accade alle band di supporto. Employed to Serve, Code Orange, Letters from the Colony, Goijra, Venom Prison sono nomi nuovi o relativamente nuovi eppure godono di grande considerazione. Il metal non è una esclusiva dei Paesi anglosassoni. La scena europea è importante: Norvegia, Svezia, Finlandia, Germania, Polonia, Francia, Svizzera, Italia sono terre metalliche. Ma anche la scena sudamericana è fondamentale, specie quella brasiliana, che ha offerto band di punta come i Sepoltura e gli Angra (che hanno un cantante italiano, Fabio Lione). In Asia, un terreno sempre più battuto dai musicisti occidentali, ci sono efferati gruppi filippini e il rumore organizzato delle band giapponesi. Le donne hanno un ruolo centrale, proprio nel metal ritenuto androgino. Molti gruppi hanno una voce femminile, che raggiunge più facilmente gli acuti, necessari per cantare alcuni tipi di metal. Ma non mancano neppure valide strumentiste. L’elenco è sterminato e va da Cristina Scabbia dei milanesi Lacuna Coil, gruppo d’alta classifica, all’ultra underground Candace Kucsulain dei Walls of Jericho…”.

Non sveliamo altro. Leggerlo su carta, tutto il resto, non ha eguali.

2018-09-21T15:38:24+00:00

Redazione

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