Dio è morto. E neppure Google si sente tanto bene

Il direttore Andrea Mancia nel numero nove di ‘O Magazine ci introduce in un mondo in crisi. Uno spazio in cui Dio è morto e la tecnologia vive una fase nuova in cui i big contemporanei, tra cui Google, rischiano di cadere in declino.

Quando nel 2001 Neil Gaiman scrive il suo capolavoro American Gods l’umanità è a un bivio: vecchi o nuovi dèi? Divinità antiche o eroi del digitale? Poco importa. Oggi, con la nascita di Facebook, l’abisso della crisi economica e la fine del mondo che pensavamo di conoscere, scopriamo che tutto è vano. È l’intera cultura occidentale, ormai, ad essere in declino.

«Digli che il futuro siamo noi e che non ce ne frega niente né di lui né dei suoi simili. È stato consegnato alla discarica della storia mentre quelli come me viaggiano a bordo di limousine lungo le superautostrade del futuro». Sono queste le parole che “Technical Boy”, il nuovo dio dei computer e di internet, rivolge a Shadow – l’inconsapevole aiutante di Odino in American Gods di Neil Gaiman – la prima volta che lo incontra (o meglio, che lo rapisce). Nel romanzo di Gaiman (se non lo avete letto fareste bene almeno a vedere l’ottima serie tv: la seconda stagione esce a marzo di quest’anno), il dio nordico vuole riunire gli antichi dèi per combattere una grande guerra contro le “nuove divinità” che hanno gradualmente preso il loro posto nelle coscienze degli uomini.

Oltre a “Technical Boy” compaiono altri nuovi dèi. C’è “Media”, prima di tutto, la nuova dea della televisione che si presenta con le fattezze della Lucille Ball di I Love Lucy, la serie tv che ha fatto impazzire gli Stati Uniti (e non solo) negli anni Cinquanta, ma che è in grado di assumere molteplici forme. Poi ci sono i “Black Hats” (Mister Road, Mister Town, Mister Wood e Mister Stone), i propagatori di teorie cospiratorie – oggi va più di moda il concetto di fake news – che partono da lontano ma che alla fine sono riusciti ad infettare i moderni social network. E ancora gli “Intangibles”, i nuovi dèi dei mercati finanziari che manovrano i fili del potere senza alcun contatto con il mondo reale. E infine, naturalmente, “Mister World”, il leader dei nuovi dèi, che personifica il concetto di globalizzazione…

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