Così fan tutti

Così fan tutti. Per la generazione dei Millennials fare l’amore è diventato quasi qualcosa di innato. La storiella della cicogna che fa nascere i bambini è andata in pensione da tempo e ad istruire il popolo dei selfie ci pensa il web con video porno che esaltano il sesso, dando spesso ai ragazzi una visione distorta dell’argomento.

Sabina Cuccaro ci racconta tutto sul numero nove di ‘O Magazine.

Guai a volergli insegnare qualcosa: loro sanno già tutto. Ed hanno un maestro d’eccezione: il web. Stiamo parlando dei Millennials (i nati tra il 1980 e il 2000) e l’argomento in questione è il sesso, o meglio, come è cambiato il suo consumo da parte dei ragazzi nel passaggio da analogico a digitale.

Se fino a trent’anni fa, i ragazzini dovevano mettere insieme vari elementi – una scena di un film visto lì, una frase scappata agli adulti là, il confronto con gli amichetti più informati qua e là – adesso non c’è bisogno di ingegnarsi. I giovani di oggi sanno, fin da bambini, che la cicogna ha emigrato in terre più fortunate ed è stata sostituita dal più piacevole atto sessuale. La verità gli è stata spiattellata dal grande web e, in particolare, dal maestro YouTube che, diciamocela tutta, ha sollevato i genitori dall’onere di spiegare come cavolo (l’altra parabola) nascono i bambini. Le statistiche parlano chiaro: il primo incontro con i contenuti erotici della rete avviene in media all’età di 9 anni e, per l’89% dei teenager, costituisce l’unica forma di educazione sessuale. L’argomento è così spinoso che i media fanno a gara a chi ne parli di meno; le istituzioni, neanche a parlarne. E così, in mancanza di una vera educazione che insegni anche gli aspetti affettivi ed etici dell’atto sessuale, i ragazzi credono che il sesso sia proprio quello che vedono su YouTube: non riescono a comprendere che i video porno sono solo fiction e non una rappresentazione fedele della realtà, semplicemente perché nessuno lo dice loro. Con tutte le conseguenze del caso. Le aspettative di un atto sessuale stratosferico in primis.

Ai vecchi tempi, per vedere un film porno un po’ “insolito” erano necessarie una serie di circostanze positive: bisognava vivere in una grande città, armarsi di coraggio per entrare in una delle poche videoteche specializzate e pagare quelli che oggi sarebbero circa 120 euro per comprare una videocassetta (ve le ricordate?). Fatto questo, bisognava trovare un nascondiglio sicuro e, alla prima occasione, spedire i genitori da qualche parte per un paio d’ore. In alternativa, con meno sforzo ma risultati meno soddisfacenti, si ricorreva al giornalino porno del fratello maggiore. Il web, invece, ha reso a portata di mano anche il sesso “famolo strano”, quello con scene estreme, dal bondage alla sottomissione per intenderci: basta un click dallo smartphone, zero km, zero imbarazzo e zero costo ma accesso illimitato e immediato. E così, i giovani d’oggi non si accontentano più del sesso che potremo definire “standard” ma vogliono i tripli salti, la gang bang o, almeno, farlo in tre.

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2019-01-03T12:15:17+00:00

Redazione

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