Avete mai pensato di poter diventare proprietari di un’opera d’arte esposta in un museo con soli 20 euro?

A raccontarci come si fa, sul numero otto di ‘O Magazine, è Carlotta Mastroianni, che sulla rivista, cura la rubrica Whatsart.

“Avete mai pensato di poter diventare proprietari di un’opera d’arte esposta in un museo con soli 20 euro?

Ebbene da oggi questo sarà possibile. Come? Molto semplice, attraverso il modello Feral Horses, la piattaforma di trading per l’arte che permette a tutti di acquistare un pezzetto di un’opera. Fino ad oggi Feral Horses ha venduto più di 18 opere in comproprietà. Oggi, grazie alla collaborazione con ADA, rivede il modello e alza l’asticella. Per la prima volta, infatti, sul sito inglese si potranno acquistare le quote dell’opera di Jago Habemus Hominem che, una volta venduta, inizierà un percorso museale della durata di dieci anni e la prima tappa sarà Palazzo Doria Pamphilj a Roma, dove il giovane Jago si confronterà con uno dei più celebri dipinti della storia dell’arte, il ritratto di Papa Innocenzo X di Velasquez.

Abbiamo incontrato Francesco Bellanca, CEO della start up italo francese con sede a Londra, per farci raccontare qualcosa in più.

Come nasce l’idea di Feral Horses?

Feral Horses nasce quando con Christian e Lise ci siamo incontrati in università e abbiamo iniziato a parlare del mercato dell’arte. Abbiamo velocemente constatato che l’ecosistema arte e il mercato stesso avevano delle regole particolarmente elitarie e poco partecipative. Un approccio che lasciava fuori le persone, invece di essere inclusivo. Abbiamo quindi iniziato a pensare come poter facilitare l’interazione con l’arte ed abbiamo trovato nella comproprietà la risposta.

Come ha reagito il mercato a questa idea?

L’interesse è stato incredibile. Sembra di aver aperto un vaso di pandora. Le persone sono incredibilmente interessate ad una nuova interazione dell’arte con la proprietà della stessa. Abbiamo avuto moltissime persone che ci hanno contattato per capire meglio cosa stiamo provando a fare. Nel frattempo abbiamo raggiunto più di 2000 utenti sulla piattaforma e già venduto oltre 150.000 euro di opere d’arte in comproprietà.

Quali sono i progetti futuri?

I progetti sono tanti e sparsi nel mondo. Siamo in conversazione con fiere a Los Angeles, Madrid, Londra, New York. Abbiamo deciso di partire da Paratissima a Torino, scegliendoli per la loro disponibilità e la volontà di collaborare a lungo termine”.

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