Come una goccia nel mare

Come una goccia nel mare. Luca di Luzio è l’artista di cui ci racconta Carlotta Mastroianni nella sua rubrica del numero sei di ‘O Magazine. Leggiamola tutta.

«Penso la mia ricerca artistica come una continua, incerta e mutevole interrogazione, tanto al processo quanto all’opera stessa. Negli ultimi due anni ho approfondito ed indagato attraverso il mio lavoro il tema del corpo come spazio ambiguo, dove lo sconfinamento radicale tra concetti tradizionali e dogmatici come interiore ed esteriore, o io e mondo, avviene, rendendo non più esattamente localizzabili i confini tra questi poli. Con il corpo abitiamo naturalmente lo spazio ed il tempo come una goccia d’acqua abita il mare». (Luca di Luzio).

Da questa riflessione nasce il lavoro di Luca di Luzio, artista romano classe ‘86, il quale intravede nella pittura un linguaggio silenzioso con il quale raccontare l’invisibile. È così che nasce una pittura astratta dal sapore figurativo. L’artista gestisce con piena consapevolezza il tempo della pittura: ad una prima fase caratterizzata da un gesto immediato e casuale, segue un lavoro di rifinitura attraverso l’utilizzo di velature e sovrapposizioni di materia e colore, che viene così esplorato in tutte le sue potenzialità. Al centro della ricerca dell’artista vi è l’uomo, quale matrice di mondi, misura di tutte le cose. Questo elemento principale si interseca con un forte senso della narrazione ed una sperimentazione dal carattere ludico. Le terre emerse, i territori, i mari ed i laghi d Atlas Ego Imago Mundi ne sono la testimonianza. Il giovane artista romano, tracciando una linea discontinua e precisa che circoscrive le impronte di colore impresse con le parti del suo corpo, ha creato un vero e proprio atlante immaginario composto da 32 pagine realizzate con tecnica mista su carta e 32 tavole realizzate con stampa digitale e rilegate in un libro. Luca utilizza se stesso come matrice di un mondo immaginario, il corpo umano diventa una sorgente, diventa il grembo di una madre dalla quale può nascere un nuovo possibile sistema. Ma questa geografia immaginaria unisce o divide? Qual è la sua funzione?

Sicuramente una geografia porta con sé dei confini che permettono agli spazi di essere suddivisi e oggi, con la situazione politica che il nostro mondo vive, parlare di confini è tanto difficile quanto necessario. Che ruolo ha un confine per l’essere umano? Luca ha cercato di scoprirlo con l’esperienza diretta, creando attraverso il suo corpo dei nuovi tracciati. Il corpo stesso diventa, quindi, un luogo di confine, di cui la pelle ne è la frontiera, che unisce e divide al tempo stesso.

2018-09-27T11:20:45+00:00

Redazione

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