Come spiegare la trap a una sfigata

È possibile spiegare la trap a una sfigata? Sì. È possibile. A raccontarcelo è Claudia Pompa sul numero 6 di ‘O Magazine, che spiega chi siano questi musicisti vestiti da maledetti, che cantano canzoni in apparenza senza senso ma sono gli idoli delle nuove generazioni.

Quello di Claudia è allora un manuale d’istruzioni per non farsi spiazzare da Sfera Ebbasta o Young Signorino. I puristi dell’hip hop non li sopportano, ma online i padroni sono soprattutto loro. In realtà questa musica non è per tutti e se sei di un’altra generazione fai fatica a comprenderne i contenuti e la rifiuti.

“…Trauma mi racconta che quando nel 2015 è uscito XDVR, il primo album di Sfera Ebbasta, finalmente il rap ha ricevuto una boccata d’ossigeno: prima la musica italiana, hip hop compreso, viveva di un’aria stantia e conservatrice. Quando nel mio liceo di provincia io me ne stavo alla larga, Trauma nel suo liceo di città ha assistito ai Club Dogo avvicinarsi a temi pop, mentre «Emis Killa o Fedez non hanno mai creato nulla di veramente nuovo».

La gerontocrazia regnava sovrana, così i frequentanti della nuova scuola si sono armati di una sana incoscienza storica: Sfera Ebbasta ha fatto spallucce quando ha ammesso di non conoscere il rap italiano anni Novanta, e ha bollato dei veterani come i Sangue Misto come troppo vecchi per lui. «Io sono nuovo, io sono fresco e tu hai rotto le palle», è il motto che secondo Trauma ha permesso alla musica italiana di tornare a respirare. E quando i Sangue Misto dal palco di un concerto affermano che «Manco i Sangue Misto conoscono Sfera Ebbasta!» non gli crede nessuno, in fondo neanche i fan in visibilio ai loro piedi.

La trap, come il punk, punta su una sonorità semplice e primitiva, che affascini le disposizioni più istintive dell’ascoltatore, o lo allontani in maniera altrettanto priva di razionalità: la differenza tra i due comportamenti sta nel fattore età. Non capire un fenomeno, e quindi rigettarlo, è il campanello inequivocabile che l’ora di una generazione è suonata, e ne è giunta una nuova a superarla. L’incarnazione di questa rivoluzione sta nella figura del beatmaker: prima del 2015, Don Joe era il solo nome universalmente noto. Con Sfera Ebbasta invece, Charlie Charles è assurto a producer decisore delle sorti della musica a soli ventuno anni. Sick Luke, beatmaker della sopraccitata Dark Polo Gang, è un personaggio altrettanto potente e sempre classe 1994. E così via, fino ai trapper meno calcolati del web: a malapena raggiungono mille visualizzazioni su YouTube, ma mai mancano di specificare nell’intestazione dei videoclip il nome del Prod…”.

È la trap. È il presente. Sul numero sei di ‘O Magazine.

2018-09-24T12:16:24+00:00

Redazione

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