Chi ha paura dei fantasmi?

Chi ha paura dei fantasmi? È una simpatica gattara. Si chiama Valeria Celsi. Ha 35 anni e di mestiere fa la guida turistica a Milano. Organizza però tour particolari, viaggi nel cuore di una città piena zeppa di misteri. Racconta storie sepolte, dimenticate o ricordate dai milanesi più anziani. Storie di efferati delitti tinti di noir, di Templari e di streghe arse sul rogo. Quest’anno ha lanciato un nuovo itinerario: il Dark Christmas, per un Natale da brividi. Ci racconta tutto, sul numero nove di ‘O Magazine, Miriam D’Ambrosio.

No, non è una dark lady. La sua energia è positiva e lei non è creatura impastata di nebbie autunnali perché ha colori che si avvicinano troppo ai petali d’aprile. È solare, gioiosa, gattara.

Il gatto è diventato anche il logo del suo blog “Percorsi d’Arte Funeraria”, dove un gattone nero e curioso cammina distrattamente in alto sulla pagina e assomiglia al suo bellissimo Jago che non è “figlio unico” perché condivide spazi insieme a Dafne, a Romeo, a Zelda e a Minnie, l’ultima arrivata.

Valeria Celsi ha 35 anni, è una guida e accompagnatrice turistica, libera professionista (ma collabora ancora con varie associazioni) e si dedica a itinerari da lei pensati che sottolineano la bellezza gentile e raffinata di Milano, la Storia dei Signori di epoche diverse e dei loro Palazzi e le storie misteriose di amanti deluse, di strade e luoghi di delitti, dove resta attaccata l’energia di chi vaga ancora, senza trovare pace.

«Tutto è cominciato quando ho prestato Servizio Civile al Cimitero Monumentale – racconta – e pensare che da bambina i cimiteri mi terrorizzavano e mia sorella maggiore faceva di tutto per spaventarmi. Dalla frequentazione di quel luogo, ho apprezzato sempre di più Milano e ho unito la mia passione per l’Arte, per i Beni Culturali, ai cimiteri e ai loro monumenti. Così, quattro anni fa in un sabato sera qualunque, è nato il Ghost Tour».

Storie sepolte, dimenticate o ricordate dai milanesi più anziani, storie da riportare in vita con i loro protagonisti tra realtà e leggenda. Valeria ha ricostruito tutto con un lavoro certosino, permettendo ai frequentatori dei percorsi di immergersi nelle atmosfere suggerite.

«La gente risponde tanto – dice – anche se a fasi alterne, per quanto riguarda il Ghost Tour. In genere, l’autunno e l’inverno sono le stagioni in cui è maggiormente richiesto, pure se si tratta di camminare due ore all’aperto». Evidentemente, le foschie e i brividi rendono ancora più intrigante il percorso che parte dal Castello Sforzesco, arriva in via Rovello dove c’è il Piccolo Teatro (Teatro Grassi), procede verso il Duomo, attraversa la Galleria Vittorio Emanuele, arriva alla Scala, poi si ferma a piazza San Fedele e termina in via Bagnera, luogo di antichi ed efferati delitti.

È un modo per incontrare la bellezza dei luoghi, l’arte a cielo aperto e il dolore di Beatrice d’Este, l’inquietudine della Dama in nero, il fascino della contessa di Challant, il tormento di Carlina, lo stupore dell’architetto Giuseppe Mengoni che ancora si aggira per la Galleria.

Per leggere il resto basta sfogliare ‘O Magazine.

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2019-01-03T12:04:51+00:00

Redazione

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