C’era una volta la Ferrari, il calcio e Tex Willer

La Ferrari, il calcio e Tex Willer. Sono queste le passioni di Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria e patron del Frosinone Calcio, che nel numero sette di ‘O Magazine racconta a Laura Collinoli passioni, sogni personali e vizi del Paese elogiando però i giovani: «Quando cominciamo a dire che manca loro qualcosa significa che siamo diventati vecchi».

“Se fosse un film sarebbe C’era una volta in America e non è un caso che sia il suo preferito. La trama non c’entra, ovvio. Conta ciò che racchiude.

Nessuno è mai riuscito a dare una definizione canonica del capolavoro di Sergio Leone, dove si affollano con prepotenza sentimenti come l’amicizia, l’amore, ma anche il tempo, la memoria, la nostalgia, la delusione, l’ambizione. E in cui soprattutto c’è un protagonista che solo a una lettura superficiale è il cattivo da manuale, ma in realtà è l’eroe di questa storia epica. Con le sue fragilità, la sua umanità, ma comunque un eroe.

Chi allora alla domanda sul film che è in cima alla sua classifica personale risponde C’era una volta in America, sa che in quella pellicola c’è tutto. Che lì, tra quei fotogrammi imparati a memoria, è racchiusa una vita intera. Intensa, solida, impegnata, faticosa. Di sicuro incisiva. Come in questo caso.

Maurizio Stirpe ha sessant’anni. È nato nel 1958, quando entra in vigore quel Trattato di Roma che darà poi vita all’Europa unita. Lo stesso anno in cui si inaugura il primo tratto dell’autostrada del Sole e al festival di Sanremo vince Nel blu dipinto di blu, anche se tutti la ricordano come Volare. Ha gli occhi blu anche lui, come nella canzone di Modugno, solo che talvolta non ci si fa caso perché tende a stringerli. Imprenditore nel settore della componentistica delle auto, conta migliaia di dipendenti in tutto il mondo, oltre ad essere vicepresidente di Confindustria con delega al lavoro e presidente del Frosinone calcio. La squadra in serie A era il sogno di suo padre Benito, a cui è intitolato il nuovo stadio del capoluogo ciociaro dove i tifosi sono catapultati in un’arena che sembra di stare in Inghilterra.

«Mio padre è ancora oggi il mio punto di riferimento, la mia stella polare». Lo ammette con una semplicità che rivela il legame indissolubile…”.

Il resto sul numero sette di ‘O Magazine.

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2018-10-25T14:49:58+00:00

Redazione

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