Burocrazia canaglia

Burocrazia canaglia. È l’inchiesta del mese di ottobre su ‘O Magazine, sul numero sette per essere precisi. Lo scrive per noi Gian Maria De Francesco ed è un articolo da non perdere. Racconta la zavorra dell’Italia. Qualcosa che crea difficoltà sia alle imprese e che ai cittadini.

Un incubo da migliaia di euro e tempo perso, per un’oscura macchina di prevaricazione che può trasformarsi in un mostro. Avete mai pensato quante forche caudine dovreste attraversare se vi venisse in mente di aprire un’attività commerciale?

Gli oneri amministrativi, secondo il dipartimento della Funzione pubblica, pesano sulle imprese italiane per oltre 30 miliardi ogni anno. Mentre la Cgia di Mestre ha calcolato che l’onere medio sostenuto da ogni impresa è di circa 7mila euro annui e rispettare le norme non mette a riparo da eventuali contestazioni.

«Ogni rivoluzione evapora lasciandosi dietro solo la melma di una nuova burocrazia». Franz Kafka di rivoluzioni ne aveva vista (e studiata) qualcuna, ma soprattutto s’intendeva di burocrazia ricoprendo un incarico che oggi definiremmo amministrativo. Era, infatti, ispettore dell’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro del Regno di Boemia: il suo pane quotidiano non era solo la letteratura ma anche le relazioni tecniche, le perizie sul rispetto degli standard di sicurezza nelle fabbriche.

Dunque, il giovane Franz aveva capito tutto. In quanto funzionario pubblico sapeva che la politica non funziona senza burocrazia perché non potrebbe mettere in pratica le proprie leggi. In quanto intellettuale aveva però ben presente che quell’oscura macchina di prevaricazione può trasformarsi in un mostro, in un incubo come nel Processo e nel Castello

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2018-10-18T14:29:42+00:00

Redazione

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