Bombacci, l’unico italiano in soccorso dello sconfitto

La conoscete la storia di Nicola Bombacci? Nicola Bombacci è stato l’unico italiano in soccorso dello sconfitto, ovvero Benito Mussolini.

Comunista, amico del duce e repubblichino, odia così tanto la società liberale che punta tutto sul nuovo collettivismo nazionale. Qualcosa in cui egli crede di vedere l’inizio di una nuova epoca: il paradiso in terra. In realtà non si accorge di come Salò non sia l’alba, ma il tramonto di questa storia.

È una storia suggestiva quella raccontata da Carlo Lottieri nel numero sei di ‘O Magazine. La storia di un uomo che tra il 1922 e il 1924 è l’uomo di maggior fiducia in Italia di Lenin. Ma Gramsci e Togliatti lo isolano.

Scopriamone un passaggio.

“…La dimensione paradossale di questa esperienza umana e intellettuale si manifesterà appieno, però, nei due anni conclusivi della seconda guerra mondiale. La piena adesione di Bombacci al fascismo, infatti, si avrà solo nel 1944, quando nasce la Repubblica sociale italiana. In quel momento Bombacci è a Roma, ma non resta nella capitale. Egli attraversa la linea gotica e s’unisce a Mussolini, al Nord, per condurre una battaglia che già si annunciava destinata alla sconfitta. Diversamente da molti giovani, Bombacci non va a cercare la “bella morte”: va a Salò, invece, per inseguire una volta di più il suo sogno rivoluzionario.

Liberatosi del re e di quei gerarchi che l’hanno pugnalato nella riunione del Gran Consiglio, in una repubblica senza confini né potere (poiché quasi tutto è controllato dai tedeschi) il vecchio amico Mussolini sembra tornare alle parole d’ordine del primo fascismo e del socialismo rivoluzionario: nemico dei padroni e difensore dei lavoratori. E a Bombacci non par vero di assistere a un fascismo rosso in cui pienamente riconoscersi.

Dinanzi al crollo del compromesso monarchico-fascista e alla nascita della Repubblica sociale, non è allora sorprendente che Bombacci sia ormai al fianco di Mussolini, tra gli alti dirigenti di questa fase finale e disperata del regime. Tutto dovrebbe indurre al pessimismo e alla disperazione, ma tra i “repubblichini” Bombacci ritrova l’entusiasmo della giovinezza. Rinasce insomma il tribuno socialista che aveva infiammato le campagne emiliane. Adesso si rivolge agli operai, tiene comizi, progetta riforme di taglio collettivista…”.

Il resto del pezzo su ‘O Magazine. E, come aggiunge Lottieri, ad un certo punto in lui si toccano i due estremi ed i totalitarismi di destra e sinistra mostrano a tutti le loro profonde affinità.

2018-09-20T10:03:44+00:00

Redazione

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