Bill Kills

Bill Gates è davvero così malvagio? Una storia, quella del genio informatico, che parte dagli anni Sessanta. Appena adolescente cavalca la rivoluzione digitale dilettandosi come hacker. Poi gli anni ad Harvard e la creazione con Paul Allen del linguaggio di programmazione Basic. Bill il nerd, Bill il visionario ed i rapporti burrascosi con Steve Jobs quando l’elettronica era un gioco senza regole.

Tomaso Walliser ce lo racconta sul numero nove di ‘O Magazine.

Recentemente si è tornati a parlare delle famigerate multe dell’Unione Europea contro posizioni dominanti, trust, monopoli e cose simili (c’è ovviamente un’authority sul tema e forse più di una), in particolare in questo caso verso una delle Big Five: Google nello specifico. Che davvero Google operi in regime di monopolio e abusi della sua posizione dominante? Il pensiero non ci aveva mai sfiorato, poi lasciamo al tasso di liberalità di ciascuno decidere se multare i bulli sia elegante o meno.

Comunque queste multe dell’Unione Europea sono molto divertenti. Mario Monti assurse a precoce notorietà proprio grazie a questo brillante strumento nel 1998 allorché decise di multare Microsoft. La parte più bella è il motivo: Microsft includeva nell’installazione del suo Windows 95 (quello con Start Me Up dei Rolling Stones nello spot TV) un lettore multimediale: Windows Media Player. Quello che il senatore (allora non ancora) Monti rimproverava a Microsoft era di indurre gli utenti a tenersi WMP e surrettiziamente persuaderli a non andare in cerca di lettori alternativi, confrontandone costi e prestazioni e alla fine consapevolmente decidere di adottarne uno o un’altro in regime di concorrenza perfetta.

Non fa un sacco ridere? La multa fu di mezzo miliardo di euro.

Voglio far notare che nello stesso periodo e fino a tutt’oggi Apple non è mai (MAI, NEVER, NIE) stata multata dalla Ue per abuso di posizione dominante (solo per elusione fiscale), quando tutti sanno che il modello di friendlyness tra iOS e i suoi utenti è quello della dominatrix con il suo cliente masochista.

Come si spiega ciò? In mancanza di risposte più intelligenti la mia posizione è che Steve Jobs (e per estensione il suo mausoleo da 600mld di dollari di capitalizzazione) faceva figo e Bill Gates era cattivo. E noi sappiamo quanto le eurocratesse siano sensibili alla dicotomia Figo-Male.

È meritata questa fama di cattivo? Giudicate voi.

William Gates III era il figlio di una famiglia della Seattle medio alta e faceva disperare sua madre perché non si staccava mai dal computer, cosa che negli anni ‘60, quando i computer in casa non c’erano, era piuttosto strana. Fino a pochi anni prima il suo passatempo preferito era giocare con nonna: a poker! Arrivato più o meno all’altezza delle medie faceva coppia fissa con l’amico Paul Allen ad hackerare computer.

I due avevano trovato una sorta di impiego presso un’azienda di Seattle che aveva un DEC PDP 1 (un computer grosso quanto un frigo). Questa azienda aveva fatto un accordo con la DEC secondo il quale loro potevano rimandare il pagamento del computer fintanto che trovavano bug nel sistema: Gates e Allen (13 e 15 anni rispettivamente) avevano il compito di trovare i bug nel sistema e in cambio potevano divertirsi un po’ col macchinone. Dopo qualche settimana il giovane Bill aveva messo insieme un report di 100 pagine di bug e aveva preso l’abitudine di pigliare per il culo quelli della DEC inserendosi nella loro rete interna e sbeffeggiandoli. Alla DEC lo odiavano, per ovvi motivi.

Pochi anni più tardi il modello di business della Micro Soft avrebbe contribuito non poco a rendere inutili aziende come la DEC e i loro grossi cosi.

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2019-01-03T11:50:31+00:00

Redazione

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