Bentornato feuilleton: Netflix è la tua chiesa

L’Ottocento torna, in versione attuale, dopo le abbuffate di fantascienza e scenari apocalittici. Le storie ad episodi sembrano volerci dire che è ora di fermarci. Ora e qui. Di fronte ai cambiamenti si indietreggia sempre e, forse, per troppo tempo abbiamo scelto di non farlo.

A raccontarci tutto, sul numero sei di ‘O Magazine, è Mauro Garofalo.

“…Il romanzo popolare sta tornando e ciò è conseguenza e causa del nostro tempo, che per un certo periodo ha guardato alla fantascienza e ora, nell’era della post-verità, del post-tecnologico, dei populismi e della retromarcia globale, per scrutare l’orizzonte – l’oggi meglio del domani – torna indietro a una versione alternativa dell’Ottocento dove Galvan e il mesmerismo la fanno da padroni e le conquiste scientifiche, più che prodotto del ragionamento lucido e speculare, ispirato, di Kurt Gödel o Albert Einstein, sono frutto delle nebbie dell’ultima rivoluzione industriale che nel frattempo è divenuta turbo-industriale, oltre-moderna. Qui il neo-Prometeo ha superato lo steampunk e tra qualche tempo, c’è da scommetterci, andrà di moda, di nuovo, persino l’assenzio.

Dopo Star Wars, Blade Runner, Mad Max, Matrix, le città ridotte a brandelli, gli scenari apocalittici ispirati dalle tempeste di polvere, Dust Bowl che da Furore di John Steinbeck si sono impiantate, come inception nell’immaginario collettivo, attraverso film, Interstellar di Christopher Nolan, La strada di Cormac McCarthy nel solco della tradizione del viaggio padre-figlio.

I giri dell’arte del racconto – antica quanto il primo uomo sulla Terra – dopo il salto mortale in avanti, la necessità oracolare di predire il futuro, oggi, all’alba del nuovo millennio, si sono fermati. Il presente in stand by in un’agonica apnea della narrazione del sé. Per ciò serve la consolazione, l’identificazione, identità oceanica collettiva, il punto cardinale condiviso che riscatti se non tutti, almeno, i molti.

Ed ecco allora tornare di moda i cappelli a cilindro e gli uomini in tight e redingote, le signore costrette nei corpetti e le carrozze coi cavalli, gli uomini in maschera, il Grand Guignol, Jack the Ripper e il new weird, il sangue a fiotti come nei b-movie che mischiavano vampiri e pistoleri, licantropi e dame imbellettate.

Una nuova visione fourierista che possa riscattare quanto di perso abbiamo nella cosiddetta civiltà: l’eguaglianza, la parità tra i sessi, il senso di comunità.

Il romanzo popolare, la narrativa d’appendice, intrattiene – è entertainment – dona catarsi, identificazione. Agnizione, rivelazione, smascheramento, riconoscimento, sono tutti espedienti dell’intreccio. Allo stesso modo la serialità parte dall’assunto della scrittura verticale, che è psicologia dei characters e si sovrappone alla struttura, alla trama, al mistero da sciogliere…”.

Il resto in edicola, sul numero sei di ‘O Magazine.

2018-10-02T10:34:57+00:00

Redazione

Via Aldo Moro 481 - 03100 Frosinone

Editore: Fondazione 262

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