Banksy e il trita milioni. Ecco quello che non sapevate

Ormai da qualche giorno, dentro e fuori il mondo dell’arte, non si parla d’altro che di Banksy e del suo eccezionale e sopra le righe gesto durante l’asta di Sotheby’s Londra. L’opera Girl with Baloon, ultimo lotto dell’asta, è stata aggiudicata per 1.042 milioni di sterline, ma appena battuta l’opera si è autodistrutta per metà con un trita carte.

Il gesto del misterioso street artist inglese ha lasciato la sala e il mondo intero a bocca aperta, realizzando una vera e propria performance. Banksy è ormai noto, nonostante la sua identità sia sempre rimasta segreta, per i suoi continui tentativi di demistificare il mercato dell’arte in generale e, più in particolare, la commercializzazione, le mostre e i cataloghi sulle sue opere. Questo gesto ha però del paradossale. Analizziamo l’accaduto.

Banksy inserisce, qualche anno fa, un trita carte all’interno dell’opera Girl with Baloon, l’opera (di cui esistono alcune copie) viene venduta in asta lo scorso venerdì in una settimana particolarmente delicata per l’arte contemporanea, si svolgeva in quel momento a Londra la famosa fiera Frieze, durante la quale, ogni anno, Christie’s, Philipps e Sotheby’s si sfidano a suon di milioni di dollari. L’opera di Banksy è l’ultimo lotto della serata e non appena il banditore aggiudica la vendita per 1.042 milioni di sterline l’opera si autodistrugge. C’è un piccolo particolare da notare: il disegno non viene completamente distrutto, ma rimane tritato solo per metà cosa che rende ancora possibile l’esposizione (non sarebbe stato lo stesso se fosse finito a brandelli sul pavimento). Questo piccolo particolare sminuisce lievemente il gesto di Banksy che in questo modo fa salire vertiginosamente il valore dell’opera (facendo un enorme favore all’erroneamente compatito acquirente) e non va fino in fondo nella distruzione dell’opera che, perdendo la possibilità di essere esposta, probabilmente non sarebbe aumentata di valore e avrebbe gettato Banksy in un marasma legale. In questo modo, invece, sarà la casa d’asta a dover affrontare eventuali cause da parte del collezionista poiché è Sotheby’s a essere responsabile delle opere che vengono messe in asta. Il misterioso street artist riesce nel suo intento solo a metà, ridicolizza il mercato e in particolare Sotheby’s, ma evidentemente non rinuncia fino in fondo alla commercializzazione delle sue opere, in questo ricorda vagamente Ai Wei Wei nell’opera Dropping a Han Dynasty Urn in cui l’artista distrugge un’antichissima urna della dinastia Han. L’artista dissidente cinese vuole rompere con la tradizione artistica cinese, ma lo fa fissando il gesto in tre iconici scatti prodotti con una tiratura di 8 che vennero venduti per circa 800.000 sterline ognuno.

Carlotta Mastroianni

2018-10-10T18:07:21+00:00

Redazione

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