Audrey, Grace, Jackie: come voi nessuna mai

Icone di stile intramontabili. Pensi all’eleganza e immediatamente vengono in mente loro. Tre stili differenti ma che hanno lasciato il segno. Per le donne del loro tempo, per quelle di oggi e per le altre che verranno in futuro. 

Icone di stile intramontabili. Pensi all’eleganza e immediatamente vengono in mente loro. Tre stili differenti ma che hanno lasciato il segno. Per le donne del loro tempo, per quelle di oggi e per le altre che verranno in futuro. 

Audrey Hepburn, Grace Kelly e Jackie Kennedy. Le prime due attrici, anche se la seconda ha poi rinunciato alla sua carriera dopo aver sposato Ranieri di Monaco ed essere diventata principessa. La terza, moglie e vedova del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e poi moglie del magnate greco Aristotele Onassis.

Nel numero di giugno di ‘O Magazine Maddalena Labricciosa ci racconta questi tre miti. “Come voi nessuno mai”. È così. Lo è stato e lo è ancora oggi. E altro che influencer. La moda non si misura a colpi di like. Il glamour e lo stile vanno oltre. E, come ogni forma d’arte, hanno le loro icone immortali.

“È che non c’è verso di pensare al glamour senza ricorrere ad una evocazione. Questa inevitabilmente è legata a icone di un passato che ricorrono, guarda caso, nello stesso modo e sono sempre le stesse. Il pensiero della bellezza oggi è comunque spesso retroattivo e conforme. Non c’è nulla di male a ricreare il profilo talmente impeccabile di Grace Kelly in Alta società o ricordare il sorriso di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany che, tra parentesi, è prima di tutto un magnifico racconto di un grande scrittore come Capote. O rivedere Jackie prima Kennedy e poi Onassis che passeggia per Capri con le infradito che faranno la storia, non solo dell’isola. Il gusto è ancora intriso come per forza di idee e modelli passati che social e media continuano ad usare.

È facile, quasi confortante, ricorrere al bocchino di Audrey, a quel magico movimento dell’abito di Grace al suo ingresso da principessa Grimaldi a Montecarlo, sentire quel tatto raffinato, tutto francese, di Jacqueline Lee Bouvier che fa quasi capolino nel chiassoso rumore dei ragazzi del clan Kennedy in vacanza a Martha’s Vineyard. 

Inventarsi la bellezza è un gioco, qualche volta ti intriga già dalla nascita. È un gioco che richiede cultura o meglio, l’allure della cultura. Se c’è una certezza nello scintillante fashion system è che il passato di successo viene ripescato e riadattato, con nuovi codici e nuove letture.

L’era degli atelier, delle muse, della ricchezza riconosciuta senza idolatria, è il miraggio del fascino senza tempo e le sue protagoniste sono la rappresentazione dello stile, perché lo stile è quella capacità di essere sempre perfetti in ogni situazione, di non essere mai fuori luogo, il più delle volte “eterni”. E se non sono eterne queste icone chi lo è? 

Verbo di Gabrielle Chanel: «La moda passa, lo stile resta»”. 

2018-07-11T15:23:33+00:00

Redazione

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