Alice nel Paese dei Bitcoin

La regola aurea del Cappellaio Matto è una storia di fantasia e disincanto. Un viaggio nel meraviglioso mondo delle monete virtuali. Dove porta il Bianconiglio? E perché la Regina di Cuori odia le criptovalute? Questo è un articolo pubblicato sul numero uno di ‘O Magazine e riproposto qui sul nostro blog integralmente.

Alice Pleasance Lidell si veste in fretta, c’è un coniglio ad attenderla al di là dello steccato. Si pettina i capelli, fa il fiocco al grembiule e s’infila le ballerine. Borsa in spalla, proprio mentre sta per guadagnare l’uscita, viene assalita da un dubbio. Dov’è il portafoglio? Non c’è. E lei non è più una ragazzina, stavolta è diverso. Sono passati tanti anni dal suo ultimo tour nel meraviglioso e, nel frattempo, s’è fatta grande. Ha imparato il valore della moneta, il prezzo delle cose e l’importanza di viaggiare con i soldi in tasca.

Ecco, adesso sì che si sente smarrita, prima ancora d’essersi persa. Una voce irrompe da dietro e interrompe il flusso di pensieri. «Cosa te ne fai del portafoglio Alice?», la rimprovera il roditore indicando con impazienza l’orologio d’oro che gli ciondola dal panciotto: «Presto – la incalza – non c’è tempo e non c’è ragione: nel Paese dove ti porto stavolta non servirà». L’ex ragazzina strabuzza gli occhi. L’animale farfuglia cose strane, parla di criptovalute e Bitcoin, blockchain e hardware wallet. Alice sa bene che il “meriggio dorato” del vecchio reverendo Dodgson è roba superata, ma quella lingua proprio non la mastica. Così, prima di cedere all’insistenza del coniglio, naviga in rete. Wikipedia dice che «una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta) è un valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé».

Perfetto, non c’ha capito nulla. – Bianconiglio – domanda sconfortata – ma cos’è questa roba? – È il futuro – gli risponde lui tendendogli la zampa – e se mi segui te lo mostro. Varcano assieme la tana. Poi giù in caduta libera come allora, Alice rivive la stessa sensazione di abbandono, sente il corpo leggero, come una piuma che pian piano si posa a terra. Attorno a lei ci sono numeri e diagrammi, formule matematiche e statistiche, indici e quotazioni. Linee che salgono e frecce che puntano in basso. Nota uno schermo su cui compare un pasticcino con la glassa e la scritta “comprami”. Alice ci crede, scommette e acquista, e all’improvviso si ritrova grande. I suoi Bitcoin salgono, salgono, superano quota ottocento dollari, poi mille, poi cinquemila, sembra già un miracolo, poi diecimila, caspita adesso si fermeranno, no ancora, vanno su, quindicimila, ora ne parlano tutti, milioni di voci che si interrogano sul valore dei soldi di Alice, e poi con un balzo scavalcano l’orizzonte, oltre ventimila. Il Bianconiglio si agita, frenetico, urla, la spinge, corre e la scuote per un braccio.

Alice chiede: «Che c’è?». – Non lo vedi? Bisogna fare in fretta. È tardi, è tardi. – Ma tardi per cosa? – Devi tornare piccola. Subito. Alice ora vede sullo schermo una bottiglia che galleggia. E una nuova scritta: “Vendimi”. Clicca e il suo corpo comincia a rimpicciolirsi. Non con la stessa velocità della crescita, ma come un palloncino che lentamente si sgonfia. Piano piano va a ritroso e per ora si ferma a ottomila. Per ora. Solo che Alice adesso si sta chiedendo cosa sia questo gioco un po’ stupido.

La risposta arriva da un bruco seduto su un fungo. – Ti piacciono i Bitcoin? – Non lo so. – Non sai cosa sono? – Non so se mi piacciono. Sembrano monete. – Sono monete. Fanno parte della famiglia delle criptomonete. – Criptocosa? – Sono monete digitali come quelle che usi con le carte di credito o i bancomat, ma con minime spese di servizio e in completo anonimato. – E da quando esistono? – Il primo Bitcoin è stato emesso il 3 gennaio 2009 e valeva pochissimi millesimi di dollaro. – Ma… chi le fabbrica? – Questa è la vera scommessa. Non ci sono Stati, nessun potere superiore, niente banche e nessun conto corrente. Quando si acquistano o si vendono Bitcoin basta avere un wallet, ovvero un portafoglio virtuale che può risiedere nel tuo computer o su una piattaforma in rete. Lo puoi utilizzare per fare acquisti, trasferire denaro e riceverlo o convertirlo in euro, dollari e qualsiasi altra moneta. – Ma dove lo trovo questo portafoglio? – Puoi scaricare una delle tante applicazioni sul computer, sullo smartphone, sul tablet. Non ci sono problemi di sistema operativo. Ti verrà dato un indirizzo, una sorta di Iban che però non si appoggia a nessun istituto di credito, ma serve a identificare il tuo conto. Mi raccomando, eh? Segnati la password e non perderla, perché non c’è modo di recuperarla. Alice guarda il Bruco con gli occhi da triglia lessa non è che ha capito davvero tanto. I punti fermi sono che questa moneta può funzionare più o meno come quelle reali. L’acquisti, la vendi, ci compri le merci, ci investi.

Puoi comprarci molte cose su internet e presto anche su Amazon, Bestbuy, Wallmart, Ebay, WordPress, Microsoft. Ma Alice si chiede se questo varrà anche per i supermercati. – Fidati di me che sono il Bruco, presto succederà. Non proprio con i Bitcoin, perché sono lenti e non puoi aspettare mezz’ora fermo alla cassa, ma in denaro più veloce come Ethereum o Bitcoin Cash. Pensa che in Svezia ci pagano già le tasse e perfino in Italia sono stati acquistati con moneta virtuale 123 appartamenti. – Ma quindi la gente li compra per spenderli? – Non proprio mia cara. Più che altro per investimento. – E perché? – I Bitcoin sono un bene finito e le persone li comprano come facevano con l’oro. – Finito? Cioè non se ne possono creare quanti se ne vuole?. – No. Nel giro di 130 anni non verranno più emessi. Diciamo che quando ce ne saranno in giro 21 milioni stop. Niente più Bitcoin. Immaginalo come un bene rifugio. Alice si ritrova così nel mondo incerto della finanza. Una come lei, sprovveduta, non sa certo come muoversi. Ci sono professionisti che ti aiutano a districarti in questo strano mondo. Gente magari un po’ assurda come la Lepre Marzolina o il Cappellaio Matto. Qui li chiamano i mediatori. Eccone uno. – Salve signor mediatore, posso comprare altri Bitcoin? – Sono qui per questo. – Ma poi che ci faccio? – Investi sul tuo futuro, io creo portafogli virtuali e li aggiorno, proprio come accade con i fondi gestiti dalle banche. Pensa che le criptovalute potrebbero finire anche nelle pensioni integrative, come accade a un Btp. Non è quindi solo speculazione ma anche risparmio e previdenza per la tua vecchiaia Alice ci pensa e non si fida. – Chi mi dice che questi soldi finti sono sicuri? – Non sono finti. – E se poi non valgono più nulla? – Questo può accadere con qualsiasi altra moneta. – E se me li rubano? – I ladri ci sono sempre stati. – Si, ma il fatto che stanno lì nel computer mi fa paura. Un giorno magari mi collego a internet e puff, non c’è più nulla?

Chi c’è dietro tutto questo? – C’è un sistema chiamato Blockchain. – Cosa? – È la più grande rivoluzione nella storia della moneta. Non è facile da spiegare. Immagina una catena fatta di blocchi. Il blocco è come se fosse una scatoletta e all’interno ci sono delle informazioni. In questo caso si tratta di notizie sui pagamenti. Ti faccio un esempio. Bill la lucertola presta un euro al Gatto del Cheshire e lo scrive su un pezzo di carta. Prende questo pezzo di carta e lo mette in una scatola. Ogni volta facciamo la stessa cosa, finché la scatola non si riempie di fogliettini. A quel punto apriamo un’altra scatola che colleghiamo a quella precedente e così via, fino a formare una catena di scatole. Ogni scatola una volta che è stata chiusa non si può modificare. Dura in eterno. Alice si sente sommersa da tutte queste scatole e non si fida dei mediatori. Ci sono giorni in cui vorrebbe sentirsi reale, toccare con mano cose solide, fatte di terra e fango. L’impalpabile la rende fragile e le viene voglia di rannicchiarsi sotto una coperta, scacciare il freddo e dormire. Non ci vuole molto. Sogna che il tempo si è fermato e le monete, qualsiasi moneta, non siano altro che un simbolo senza senso. Quando si risveglia si trova davanti la Regina di Cuori. Forse lei conosce la risposta. È la bellicosa governante del paese delle monete reali e si affanna a tagliare la testa a mazzi di Bitcoin. «Criminali. Non ci si può fidare di queste monete. Non le puoi rintracciare. Non sai chi le usa. Sono l’oro sporco di chi si muove nel nero, dei giocatori di poker, di chi ricicla soldi, di chi compra e vende droga, armi e qualsiasi schifezza di questo marcio mondo. La mia missione è contrastare le monete senza identità e riportarle sotto il marchio dello Stato. Ormai non posso farle scomparire, ma so come imprigionarle».

Elena Barlozzari e Flaminia Camilletti

2018-10-15T16:04:08+00:00

Redazione

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