Addio Johnny Rotten. Torno ad essere John Lydon

Addio Johnny Rotten. Torno ad essere John Lydon. Storia e controversie del cantante che rinuncia ai Sex Pistols e ai soldi facili. Con il gruppo comincia e finisce il punk. La forza dell’artista è invece essere sempre se stesso, a costo di confondere i fan. Nella vita si cambia, inutile mentire al pubblico. C’è coerenza nella sua incoerenza: è l’individualismo estremo.

Pezzo appassionato di Alessandro Gnocchi per il numero sette di ‘O Magazine.

“C’era una volta Johnny Rotten, il teppista dietro al microfono dei Sex Pistols, la band più cattiva degli anni Settanta. La storia che segue non è la sua. È invece la storia di Johnny che rinuncia ai Sex Pistols, ai soldi facili e al suo pseudonimo, Rotten (marcio), per tornare a essere se stesso: John Lydon. A dire il vero, l’addio al personaggio “Johnny Rotten” ha anche un aspetto meno simbolico e più concreto: la proprietà dello pseudonimo è rivendicata in tribunale dal manager Malcolm McLaren. Ma all’epoca, 1978, nessuno sapeva della battaglia legale.

I Sex Pistols sono l’inizio e la fine del punk. Il punk è stato un tentativo di tornare alla età dell’oro del rock, gli anni Cinquanta, col bagaglio di inevitabile cinismo che deriva dalla consapevolezza di cosa siano diventati la musica, la moda e il romanticismo dei ragazzini: un affare. Nella breve traiettoria dei Sex Pistols c’è tutto questo. Lo sberleffo da autentico diventa posa, apertamente. Lo “scandalo” calcolato è il motore che fa girare la ruota del denaro. Contratti rescissi, attacchi alla Regina, inni all’anarchia, interviste televisive oltraggiose. Per un paio d’anni la festa è continua. Dopo un solo vero disco, Never Mind the Bollocks, pubblicato dalla Virgin Records nel 1977, il gruppo si disintegra. L’album comunque segna un’epoca e un’estetica, a partire dalla copertina di Jamie Reid, misto di colori choc e lettering, senza immagini. John, dopo una disastrosa tournée negli Stati Uniti, depone la maschera di Rotten. I Sex Pistols senza Rotten non hanno senso e si spengono lentamente.

La grandezza di Lydon, nato nel 1955 a Halloway, sobborgo londinese, è essere sempre se stesso, a costo di confondere i fan. Nella vita si cambia, inutile mentire al pubblico. C’è coerenza nell’incoerenza di Lydon: è l’individualismo estremo. Nel corso degli anni, Lydon farà di tutto per rovinare l’immagine pubblica di padre del punk. Partecipa al reality show I’m a Celebrity… Get me out of here!, una specie di Isola dei famosi. Viene aggredito da struzzi che pensano voglia rubare loro il cibo. Visto il feeling con la natura, presenta trasmissioni sugli animali nelle quali, tra le altre cose, finisce coperto di api dalla testa ai piedi. Accetta di fare pubblicità a una marca di burro, sollevando le critiche dei suoi fan più intransigenti. Insomma, se c’è da smitizzare qualcuno o qualcosa, John parte sempre da se stesso…”.

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2018-10-26T13:16:21+00:00

Redazione

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