Acqua ponica, nati sotto il segno dei pesci

Nati sotto il segno dei pesci. L’acquaponica degli aztechi torna indispensabile per uno stile di vita più sostenibile per tutti. La nuova frontiera dell’agricoltura 4.0 passa da piccole scommesse, come quella di un giovane imprenditore che ha cambiato la sua vita creando dal nulla Ponics. La rivoluzione di un orto o di un giardino in casa utilizzando acqua rigenerata.

A raccontarcelo, sul numero otto di ‘O Magazine, è Laura Collinoli.

“È il Grande cocomero quello che aspetta ogni anno Linus nel suo orto di angurie. Il fratello di Lucy e amico di Charlie Brown dei Peanuts lo cura come fosse un bambino, in attesa della magica notte di Halloween in cui questa specie di Babbo Natale – ma guai a dirglielo, ché il paragone non gli garberebbe affatto – arriverà finalmente sulla Terra.

Chi lo sa se poi alla fine, tutta quell’attesa e quella magia, non siano anche per l’orto in sé. Per quel ritorno alla terra che appare come l’unica soluzione sostenibile in un mondo che negli ultimi anni abbiamo sfruttato, prosciugato, spremuto e svuotato come mai in nessuna altra epoca. Gli scienziati hanno lanciato l’allarme da tempo. Siamo in troppi in questo mondo. Tra non molto lo saremo ancora di più e le risorse idriche, alimentari ed energetiche non basteranno per tutti. In molti luoghi sono già insufficienti. Mangeremo insetti? Perché no! Pare siano nutrienti più della carne. Ma a noi fanatici della dieta mediterranea non togliete frutta e verdura, o dovrete passare sui nostri cadaveri!

Cavolfiori, verza, fagiolini, melanzane, spinaci, rucola, piselli, zucchine, cipolle, fagioli, bietola, pomodori, cetrioli, fragoline etc etc, come direbbero i latini per indicare tutto il resto. Serviva però un’idea, una pensata, un’intuizione, un’invenzione e la trovata geniale, che era stata addirittura degli aztechi, è allora sì quella di un orto a chilometri zero, ma senza sprechi d’acqua. Un modello sostenibile che torna di attualità e spalanca le porte a quella che è la nuova frontiera dell’agricoltura 4.0. Si chiama acquaponica e si traduce con ecosistema pulito. Funziona come un perfetto circolo virtuoso in cui in uno spazio ridotto e sviluppato in altezza convivono un acquario con pesci d’acqua dolce e delle vaschette dove coltivare ogni genere di ortaggio, fiore o pianta aromatica. In pratica i pesci producono dei residui organici che poi, trasportati dall’acqua nelle piccole aiuole di coltivazione, nutrono le piante in maniera assolutamente naturale. Poi la stessa acqua, rivitalizzata, tornerà di nuovo nella vasca dei pesci.

Qualcuno ci sta credendo. Come Simone Caporale, cresciuto tra Caserta e Siena e che oggi abita con la sua famiglia ad Arpino, patria di Cicerone e nel cuore della Ciociaria. È lui ad aver messo su Ponics, startup capace di realizzare queste piccole serre e dei favolosi orti e giardini verticali. Monitoraggio con un’app e soluzioni modulari che portano un nome antico che richiama proprio agli aztechi. Si chiamano Chinampas 2.0 e sono il presente e il futuro dell’agricoltura. Resistono a temperature esterne che vanno dai meno venti ai più cinquanta gradi e già oggi sono vitali in Paesi in cui il clima non è certo quello mediterraneo…”.

Tutto il resto sul numero otto di ‘O Magazine.

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2018-11-26T11:38:27+00:00

Redazione

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